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	<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 23:39:28 +0000</pubDate>
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		<title>Una breccia nel muro del silenzio. L’ALPACA</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/15/alpaca-pda-autism/</link>
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		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 12:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Un bell’esempio di CAA (Comunicazione Alternativa e Aumentativa) si ha con la nascita di un progetto firmato Sardiniaweb e demominato con l’acronimo Alpaca.
La Comunicazione Aumentativa costituisce un settore della pratica clinica che tenta di compensare disabilità temporanee o permanenti di individui con bisogni comunicativi complessi e per farlo impiega tutte le competenze comunicative dell&#8217;individuo, incluse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-180" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/bimbo_pda-274x300.jpg" alt="" width="274" height="300" /></p>
<p>Un bell’esempio di <a href="http://www.leonardoausili.com/archivio1.htm" target="_self"><strong>CAA</strong></a> (<strong>Comunicazione Alternativa e Aumentativa</strong>) si ha con la nascita di un progetto firmato <a href="http://sardiniaweb.blogspot.com/" target="_self"><strong>Sardiniaweb</strong></a> e demominato con l’acronimo <strong><a href="http://www.comunicazionealternativa.it/?q=it//node/1" target="_self">Alpaca</a></strong>.</p>
<p>La <strong>Comunicazione Aumentativa</strong> costituisce un settore della pratica clinica che tenta di compensare disabilità temporanee o permanenti di individui con bisogni comunicativi complessi e per farlo impiega tutte le competenze comunicative dell&#8217;individuo, incluse vocalizzazioni e linguaggio verbale residuo, gesti, segni. La comunicazione con ausili basati su nuove tecnologie si inserisce in questo contesto, ed il <a href="http://www.comunicazionealternativa.it/?q=it//node/1" target="_self"><strong>progetto Alpaca</strong></a> nasce proprio dall&#8217;esigenza di disporre di strumenti mobili per la comunicazione alternativa e aumentativa.</p>
<p><strong>Alpaca</strong> dunque non è soltando il nome del camelide di origine indiana utilizzato anche, guarda caso, dalla <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=118&amp;sub=0&amp;lang=it" target="_self"><strong>pet therapy</strong></a> verso persone affette da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autismo" target="_self"><strong>autismo</strong></a>, ma è anche l’acronimo di <strong>Alternative Literacy with PDA and Augmentative Communication for Autism</strong>, ovvero l’ideazione del primo palmare brevettato pensando alle esigenze dei bambini colpiti da forme di <strong>autismo</strong>.</p>
<p>Questo utilissimo quanto nobile progetto mira a stimolare i sensi dei bambini autistici, aiutandoli a sviluppare le capacità di linguaggio e rafforzare le abilità cognitive. Il software di questo nuovissimo dispositivo multimediale gestisce immagini e tracce audio, oltre al tatto, all’udito e alla vista dei pazienti colpiti da autismo o, più in generale, da qualsivoglia disturbo pervasivo dello sviluppo (ritardo mentale, disfasia grave, morbo di Alzheimer, Sindrome di Down e molti altri)</p>
<p>Attraverso questi <strong>comunicatori palmari multimediali</strong> il bambino ha a disposizione un menù dal quale poter scegliere un vasto numero di supporti visivi, come foto, parole, frasi o simboli, legati ad espressioni vocali che permettono l’utilizzo del sistema lessicale e grammaticale più adeguato a ciascun soggetto. <span id="more-179"></span></p>
<p>Le immagini, i testi o i file audio possono essere personalizzati e creati sulla base della lingua e dei diversi bisogni dei piccoli pazienti, i quali non faranno altro che toccare il touchscreen con le dita.<br />
Questo palmare infatti va a sostituire tutte quelle ingombranti tavolette illustrative che rappresentavano una sorta di alfabeto di immagini utilizzato per la comunicazione non verbale.</p>
<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-181" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/alpacamono1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> <img class="alignnone size-thumbnail wp-image-182" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/alpacamulti4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> <img class="alignnone size-thumbnail wp-image-183" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/alpaca_alpaca3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Il prototipo è nato nel gennaio 2007 e successivamente è stato perfezionato e testato per circa 3 mesi presso il Centro per i disturbi pervasivi dell’<a href="http://www.aobrotzu.it/" target="_self"><strong>Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari</strong></a>.<br />
Attualmete questo Pda è utilizzato come ausilio tecnologico anche da alcune Asl della Sardegna e in sette mesi sono stati personalizzati e distribuiti 12 apparecchi completi. Superata la fase di prova il sistema <strong>ALPACA</strong> è pronto per la commercializzazione.</p>
<p>Credo sia stato fatto un bel passo in avanti grazie a questa piccola impresa sarda la quale, senza appoggi influenti o articoli sulle più prestigiose riviste scientifiche, è riuscita a creare un software che potrebbe davvero aiutare a incrinare quel muro così altro e robusto, prigione di bambini autistici.</p>
<p><em>Valentina</em></p>
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		<title>Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/13/snack-culture-dieta-digitale-studenti-universitari/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/11/13/snack-culture-dieta-digitale-studenti-universitari/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo online i primi risultati della ricerca <strong>&#8220;Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari&#8221;</strong>.</p>
<div id="__ss_747146" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari" href="http://www.slideshare.net/NumediaBios/snack-culture-la-dieta-digitale-degli-studenti-universitari-presentation?type=powerpoint">Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=snackculture-1226526288785767-8&amp;stripped_title=snack-culture-la-dieta-digitale-degli-studenti-universitari-presentation" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=snackculture-1226526288785767-8&amp;stripped_title=snack-culture-la-dieta-digitale-degli-studenti-universitari-presentation" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<div style="font-size:11px;font-family:tahoma,arial;height:26px;padding-top:2px;">View SlideShare <a style="text-decoration:underline;" title="View Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari on SlideShare" href="http://www.slideshare.net/NumediaBios/snack-culture-la-dieta-digitale-degli-studenti-universitari-presentation?type=powerpoint">presentation</a> or <a style="text-decoration:underline;" href="http://www.slideshare.net/upload?type=powerpoint">Upload</a> your own. (tags: <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/natives">natives</a> <a style="text-decoration:underline;" href="http://slideshare.net/tag/digital">digital</a>)</div>
</div>
<p>Potete scaricarla dal sito di <strong>Numedia Bios</strong>: <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), " rel="nofollow" href="http://numediabios.eu/" target="_blank">http://numediabios.eu/</a></p>
<p>Oppure, potete visionarla, scaricarla o embeddarla sul vostro blog dal nostro account su <strong>SlideShare</strong>: <a onmousedown="UntrustedLink.bootstrap($(this), " rel="nofollow" href="http://www.slideshare.net/NumediaBios" target="_blank"><span>http://www.slideshare.net/</span>NumediaBios</a></p>
<p>Ricordo, infine, che l&#8217;intera ricerca è rilasciata sotto <strong>licenza Creative Commons <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/deed.it" target="_self">Attribuzione-Non commerciale-Condividi allo stesso modo 2.5</a></strong>.</p>
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		<title>Le mie riflessioni su Design Motivazionale</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/12/riflessioni-design-motivazionale/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/11/12/riflessioni-design-motivazionale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 18:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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Ho letto con interesse negli ultimi giorni Design Motivazionale, nuovo lavoro di Gianandrea Giacoma e Davide (Folletto Malefico) Casali, che rappresenta il secondo step di un&#8217;interessante riflessione proposta dai due autori e iniziata un anno fa con Elementi teorici per la progettazione dei Social Network.
L&#8217;obiettivo principale del documento, come spiegano Gianandrea e Davide nell&#8217;introduzione, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-175" title="designmotivazionale" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/designmotivazionale.jpg" alt="" width="500" height="187" /></p>
<p>Ho letto con interesse negli ultimi giorni <a href="http://ibridazioni.com/2008/11/01/design-motivazionale-usabilita-sociale-e-group-centered-design/" target="_self"><strong>Design Motivazionale</strong></a>, nuovo lavoro di <a href="http://ibridazioni.com/about/" target="_self"><strong>Gianandrea Giacoma</strong></a> e <a href="http://im.digitalhymn.com/" target="_self"><strong>Davide (Folletto Malefico) Casali</strong></a>, che rappresenta il secondo step di un&#8217;interessante riflessione proposta dai due autori e iniziata un anno fa con <a href="http://ibridazioni.com/2007/09/25/elementi-teorici-per-la-progettazione-dei-social-network/" target="_self"><strong>Elementi teorici per la progettazione dei Social Network</strong></a>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo principale del documento, come spiegano Gianandrea e Davide nell&#8217;introduzione, è quello di fornire <strong>&#8220;una nuova metodologia di analisi e progettazione dei sistemi a social network&#8221;</strong>. Una metodologia che ha il grande merito di porre la &#8220;persona&#8221; (non più solo &#8220;utente&#8221;) al centro di ogni fase di progettazione. Ciò significa mettere per un attimo da parte gli aspetti prettamente tecnologici e puntare all&#8217;<strong>analisi delle dinamiche psicologiche, motivazionali e comportamentali dell&#8217;individuo</strong>, esulando da qualsiasi improbabile scissione tra &#8220;mondo fisico&#8221; e &#8220;mondo digitale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;incipit del progetto tende sin da subito ad indicare la strada di quelle che saranno le riflessioni e le problematiche affrontate all&#8217;interno del documento. Parlare di Design Motivazionale significa, infatti, integrare il tradizionale <strong>User Centered Design</strong> con un <strong>&#8220;criterio addizionale che permette l&#8217;inclusione delle dinamiche psicologiche, motivazionali e sociali all&#8217;interno del processo di progettazione&#8221;</strong>. Design Motivazionale significa dunque, ancor più chiaramente, riflettere in modo critico sulla debolezza di un approccio monodimensionale e tecnologicamente determinato per ciò che riguarda la costruzione o l&#8217;analisi di un social network.</p>
<p>Non più utenti ma <strong>persone</strong>. Non soltanto applicazioni ma anche  - e soprattutto - <strong>motivazioni, esperienze, emozioni</strong>. Il <strong>determinismo tecnologico</strong> è un tema che mi sta a cuore e che  sto cercando di affrontare all&#8217;interno della mia tesi di dottorato. Sono fermamente convinto, infatti, che sia del tutto impossibile, nonché inutile, analizzare il web contemporaneo (non lo chiamo volutamente 2.0) limitandosi a porre il fattore tecnologico come principale vettore delle trasformazioni in atto. Mi viene da sorridere quando leggo alcune riflessioni di persone che, nel tentativo di spiegare per esempio l&#8217;hype di Facebook in Italia, considerano in un rapporto strettamente causale l&#8217;aumento di connessioni ADSL con l&#8217;aumento del numero di iscritti. Chiaramente  sarebbe un errore anche porsi in modo diametralmente opposto - <strong>determinismo sociale</strong> - ma resta l&#8217;assoluta  impossibilità di relegare le componenti psicologiche e relazionali a margine di qualsiasi analisi del fenomeno, figuriamoci in ambito progettuale. <span id="more-174"></span></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/vaxzine/172651123/sizes/m/"><img class="alignnone size-full wp-image-176" title="172651123_798af692b8" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/11/172651123_798af692b8.jpg" alt="" width="500" height="386" /></a></p>
<p>Sono partito da questo ragionamento per spiegare quanto mi senta vicino all&#8217;approccio teorico e metodologico proposto dai due autori. Condivido pienamente anche la riflessione sui <strong>social network aziendali</strong>, rei molto spesso di concentrarsi esclusivamente  sui bisogni del professionista o del cliente e quasi mai su quelli della persona, dell&#8217;individuo. Questa grossa lacuna riscontrabile in ambito aziendale  testimonia ancora una volta quanto <strong>la vera innovazione debba essere ricercata non solo nel versante tecnologico, ma anche e soprattutto in quello culturale</strong>. Spero vivamente  che siano ormai conclusi i tempi in cui consulenti col &#8220;culo foderato Hermes&#8221; (citazione dal film <a href="http://www.collateral-themovie.com/" target="_self"><strong>&#8220;Collateral&#8221;</strong></a>) si avvicinavano alle aziende solo per vendere la loro bella piattaforma o applicazione, tralasciando qualsiasi componente legata alla gestione &#8220;culturale&#8221; della stessa. Non stiamo parlando di secoli fa. Pensate a ciò che è accaduto durante la fase di hype (parlo sempre del contesto italiano) di <a href="http://secondlife.com" target="_self"><strong>Second Life</strong></a>. L&#8217;importante per molte aziende era costruire la famosa &#8220;cattedrale nel deserto&#8221;, senza  investire tempo e fatica nel provare a comprendere le dinamiche culturali,  psicologiche e sociologiche di quel determinato contesto.</p>
<p>Non basta continuare a citare il <a href="http://www.cluetrain.com/" target="_self"><strong>Cluetrain Manifesto</strong></a> per sentirsi fighi e innovatori. <strong>I mercati saranno pure conversazioni, ma in pochi hanno capito davvero che queste conversazioni necessitano di essere progettate e la progettazione, ancora una volta, non può limitarsi agli aspetti puramente tecnologici</strong>.<!--more--></p>
<p>Tornando all&#8217;analisi di De.Mo., credo si sia capita la mia affinità teorica con quanto prodotto <img src='http://www.nexres.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> Tuttavia, non posso fare a meno di mettere in evidenza alcune criticità che sono sicuro verranno limate e ottimizzate nelle successive release. Ricordo infatti che il documento è stato ideato e distribuito in logica <strong>wiki</strong>. Veniamo alle criticità:</p>
<p>Al di là dell&#8217;impianto teorico di base, mi sarebbe piaciuto trovare nel documento un <strong>numero molto maggiore di casi concreti</strong>. Mi sarebbe piaciuto, ovvero, che molti degli aspetti progettuali affrontati fossero contestualizzati (per analogia o per contrasto) con web app e social network esistenti. Ci sono in alcuni casi dei brevi riferimenti a <a href="http://digg.com" target="_self"><strong>Digg</strong></a> o a <a href="http://www.facebook.com" target="_self"><strong>Facebook</strong></a>, ma rimangono episodi isolati. Dico questo perché in numerosi passaggi ho sentito  la trattazione come eccessivamente &#8220;aleatoria&#8221;, incapace di radicarsi concretamente a esempi o modelli già sviluppati. Magari non era questo il vostro intento, ma mi sarebbe piaciuto un approccio simile a quello proposto da <a href="http://bokardo.com/about/" target="_self"><strong>Joshua Porter</strong></a>, il quale parla di <a href="http://www.peachpit.com/store/product.aspx?isbn=0321534921" target="_self"><strong>Social Design</strong></a> come evoluzione dell&#8217;<strong>Interaction Design</strong> rimanendo sempre legato all&#8217;analisi di piattaforme concrete. Credo che un simile approccio faciliti e impreziosisca notevolmente sia la lettura che la comprensione del documento.</p>
<p>Altro punto debole è a mio parere <strong>la bibliografia</strong>. Proprio per il fatto che è stato privilegiato un approccio prevalentemente teorico, mi sarei aspettato a supporto della trattazione una bibliografia più corposa di quella proposta. Certo mi rendo conto che si tratta di un paper e non di una monografia, ma vedo mancare autori che reputo molto importanti in un simile contesto di ricerca. Faccio solo un esempio: parlando di <strong>&#8220;semplicità&#8221;</strong> come fattore determinante in chiave di progettazione, mi sarei aspettato di trovare  le  riflessioni di <a href="http://plw.media.mit.edu/people/maeda/" target="_self"><strong>John Maeda</strong></a>, che reputo uno degli studiosi più influenti sull&#8217;argomento. Dato che ci sono di esempio ne faccio un altro: si parla nel documento di approccio <strong>&#8220;ecologico&#8221;</strong>, però non vedo citato il testo fodamentale di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gregory_Bateson" target="_self"><strong>Gregory Bateson</strong></a>, <strong>&#8220;Verso un&#8217;ecologia della mente&#8221;</strong>. Lo stesso vale per alcuni scritti di <a href="http://www.henley.reading.ac.uk/irc/Aboutus/Staff/k-nakata.asp" target="_self"><strong>Keiichi Nakata</strong></a>, prontamente segnalati da <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/2008/11/07/design-motivazionale-dei-social-network/" target="_self"><strong>Federico Bo</strong></a>. Naturalmente si tratta di preferenze e scelte personali, le mie posso essere soltanto indicazioni e nel caso letture consigliate, niente di più.</p>
<p>Ultimo punto: mi pare che in alcuni passaggi sia difficile capire se le indicazioni fornite possano applicarsi indistintamente sia a <strong>social network generalisti</strong> che a <strong>social network più di nicchia</strong>. Essendo questa una variabile fondamentale in fase sia di progettazione che di analisi, a mio parere questa differenziazione si presenta forse un po&#8217; sfocata all&#8217;interno della trattazione generale.</p>
<p>Il documento rimane comunque un testo apprezzabilissimo nei contenuti e degno di lode per l&#8217;impianto produttivo e le strategie di distribuzione scelte. Anzi, sinceramente vorrei che fossero molti di più i documenti di questo valore messi in condivisione al di là dei circuiti (spesso troppo chiusi) di accademie o centri di ricerca. Seguirò con piacere ed interesse i successivi sviluppi del documento.</p>
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		</item>
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		<title>La Cloud del Programma Tecnologico di Obama</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 10:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ho provato a dare in pasto a Wordle la versione italiana della sezione &#8220;Tecnologia&#8221; contenuta nel programma ufficiale dell&#8217;amministrazione Obama-Biden. Ho scremato i termini &#8220;Barack&#8221; e &#8220;Obama&#8221; perché troppo frequenti (per ovvi motivi) e questo è il risultato ottenuto:

Lascio a voi i commenti. Sottolineo soltanto, eccezion fatta per Biden, la grandissima rilevanza data a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho provato a dare in pasto a <a href="http://www.wordle.net/" target="_self"><strong>Wordle</strong></a> la <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/07/19/200811071901" target="_self">versione italiana</a> della sezione <strong>&#8220;Tecnologia&#8221;</strong> contenuta nel <strong>programma ufficiale</strong> dell&#8217;amministrazione <strong>Obama-Biden</strong>. Ho scremato i termini &#8220;Barack&#8221; e &#8220;Obama&#8221; perché troppo frequenti (per ovvi motivi) e questo è il risultato ottenuto:</p>
<p><a title="La tecnologia secondo Obama (cloud) di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/3019022554/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3283/3019022554_b34560d4e4.jpg" alt="La tecnologia secondo Obama (cloud)" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Lascio a voi i commenti. Sottolineo soltanto, eccezion fatta per Biden, la grandissima rilevanza data a un termine che in questo periodo in Italia sembra un po&#8217; bistrattato, ovvero quello di <strong>&#8220;ricerca&#8221;</strong>. Nel programma ufficiale il termine &#8220;ricerca&#8221; compare più volte rispetto addirittura a termini come &#8220;governo&#8221; e &#8220;nazione&#8221;. Per ora si tratta  solo di &#8220;teoria&#8221;, ma le speranze per una &#8220;pratica&#8221; migliore, almeno negli States, certo non mancano&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Nativi e Immigranti Digitali</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/27/nativi-e-immigranti-digitali/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/10/27/nativi-e-immigranti-digitali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 18:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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Locandina Nativi e Immigranti Digitali - Upload a Document to Scribd
Questa è la locandina dell&#8217;evento di due giornate che sto organizzando in Bicocca. L&#8217;appuntamento è per il 6-7 novembre. Tutte le info e la modalità di iscrizione sul sito di Numedia Bios e su Facebook.
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<div style="font-size:10px;text-align:center;width:450"><a href="http://www.scribd.com/doc/7542866/Locandina-Nativi-e-Immigranti-Digitali">Locandina Nativi e Immigranti Digitali</a> - <a href="http://www.scribd.com/upload">Upload a Document to Scribd</a></div>
<p>Questa è la locandina dell&#8217;evento di due giornate che sto organizzando in <strong>Bicocca</strong>. L&#8217;appuntamento è per il <strong>6-7 novembre</strong>. Tutte le info e la modalità di iscrizione sul sito di <strong><a href="http://numediabios.eu/" target="_self">Numedia Bios</a> </strong>e su<strong> <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=28725768305&amp;ref=ts" target="_self">Facebook</a></strong>.</p>
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		<title>Perché mi sto innamorando di Tumblr</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/27/perche-mi-sto-innamorando-di-tumblr/</link>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 23:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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Mi sto innamorando di Tumblr. Ho scoperto questo servizio qualche mese fa, molto incuriosito da quanti lo recensivano come una sorta di &#8220;blog asociale&#8220;. Un vero e proprio ossimoro difficile da ignorare occupandomi di social media.
Mi sto innamorando di Tumblr perché credo fermamente nel valore della semplicità non solo in termini di design, ma a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-medium wp-image-171" title="2159331562_440cbef9cb_o" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/10/2159331562_440cbef9cb_o-300x300.png" alt="" width="300" height="300" /></p>
<p>Mi sto innamorando di <a href="http://www.tumblr.com" target="_self"><strong>Tumblr</strong></a>. Ho scoperto questo servizio qualche mese fa, molto incuriosito da quanti lo recensivano come una sorta di &#8220;<strong><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2007/04/17/23/200704172301" target="_self">blog asociale</a></strong>&#8220;. Un vero e proprio ossimoro difficile da ignorare occupandomi di social media.</p>
<p>Mi sto innamorando di Tumblr perché credo fermamente nel <strong>valore della semplicità</strong> non solo in termini di <strong>design</strong>, ma a più ampio raggio come <strong>filosofia di vita</strong>. E&#8217; questa la più grande lezione che si può trarre dalle parole di <a href="http://simplicity.media.mit.edu/" target="_self"><strong>John Maeda</strong></a> e, prima ancora, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ludwig_Mies_van_der_Rohe" target="_self"><strong>Ludwig Mies van der Rohe</strong></a>.</p>
<p><strong>Less is More</strong>, dunque. Ma l&#8217;estrema <strong>semplicità e funzionalità della sua interfaccia</strong> è bilanciata dal <strong>minimalismo quasi provocatorio del suo design</strong>. Questione di gusti, sicuramente, ma di fronte all&#8217;ostentata ipertrofia di widget che dilaga nella blogosfera, la prima volta che sono entrato in Tumblr ho avuto una sensazione simile a quando chiusi nel traffico della tangenziale immaginiamo per un attimo di poter sostare comodamente in un&#8217;area verde, lontana da clacson e ingorghi stradali.</p>
<p>Di certo non potrebbero usare Tumblr coloro che utilizzano il proprio blog come fonte diretta di business. Niente AdSense, nessuno spazio nel template per l&#8217;advertising, figuriamoci banner. Di certo non potrebbero usare Tumblr coloro che non vogliono rinunciare a un canale di comunicazione bidirezionale (o quasi) con i propri lettori. Tumblr, infatti, <strong>non permette l&#8217;aggiunta di commenti ai post</strong>. Avete capito bene.</p>
<p>E qui viene il bello. Perché, dunque, postare qualcosa, mettere in condivisione un&#8217;informazione, un&#8217;immagine o un video, senza permettere che gli altri utenti possano esprimere  il proprio parere a riguardo? Il web 2.0 si regge infatti intorno al presupposto della partecipazione. Ad ogni possessore di un blog fa piacere ricevere i commenti di altri utenti intorno a ciò che si scrive. Almeno per me, ma penso di parlare a nome di molti, i commenti sono quasi sempre fonte per ulteirori stimoli e riflessioni, utilissimi sia a livello personale che professionale.  Siamo o non siamo nell&#8217;era dei social media, dove i mercati sono conversazioni e il passaparola è alla base delle più moderne forme di marketing e comunicazione online? <strong>Tumblr è volutamente &#8220;asociale&#8221; per dare un&#8217;alternativa al blogging tradizionale</strong>. Questa è l&#8217;unica spiegazione, la più semplice. <span id="more-170"></span></p>
<p>Ma ce n&#8217;è un&#8217;altra di spiegazione, forse più sottile, che mi sta facendo letteralmente innamorare di questo servizio. Ho cercato di analizzare da vicino il modo in cui alcuni blogger, famosi e meno famosi, utilizzano un Tumblr blog accanto al proprio blog &#8220;ufficiale&#8221;. Alcuni di loro hanno sperimentato Tumblr per qualche mese e poi lo  hanno abbandonato, spinti forse solo dal desiderio di testare in prima persona l&#8217;ennesimo nuovo tool. Ma decisamente  più interessanti sono coloro che, pur privilegiando il proprio blog ufficiale, continuano ad aggiornare con regolarità anche il proprio Tumblr. E&#8217;  come, per  usare  un&#8217;altra metafora, se il Tumblr fosse il <strong>&#8220;b-side&#8221;</strong> dei loro blog ufficiali. Quello spazio ancora grezzo, &#8220;sporco&#8221;, in cui un blogger appunta idee, opinioni, link, prima di trasformarli in un ragionamento compiuto, in un post sapientemente &#8220;impacchettato&#8221;.</p>
<p>Come gli schizzi o gli scarabocchi tratteggiati velocemente su un pezzo di carta, o su un post-it impiastricciato, che spesso sono il primo step di un progetto destinato ad avere successo, o costretti invece solo a rimanere l&#8217;espressione di un&#8217;idea fugace incapace di consolidarsi. La sensazione avuta, e che come tale deve essere presa, è che molti postino su Tumblr &#8220;fregandosene&#8221; di chi leggerà. Lo dico in termini positivi, sia ben chiaro. E&#8217; come dire: &#8220;tutti i miei lettori conoscono a memoria il mio blog, quella è la bella copia di ciò che  scrivo e penso. Tumblr non lo conosce ancora nessuno, al massimo lo leggono un paio di miei amici o colleghi. Su Tumblr non ho il dovere di piacere a tutti, sono solo spunti, citazioni che mi piacciono, foto che mi hanno ispirato, tutto qui&#8221;.</p>
<p>Tumblr sembra essere, dunque, <strong>uno spazio privato da condividere, ma anche no!</strong>. Altro ossimoro dunque, altra contraddizione in termini. Ma è proprio questa la sensazione prevalente che ho avuto in queste prime settimane di utilizzo. Per questo motivo, il mio Tumblr non sarà un mini-blog di &#8220;appoggio&#8221; per il blog ufficiale (sempre che questo lo sia). Sarà semplicemente un mio spazio, dove infilerò senza alcuna logica, tag o categoria le mie cose, quelle che mi piacciono e mi sono utili, fregandomene di qualsiasi aspetto &#8220;social&#8221;. Semplice.</p>
<p>ps. il mio Tumblr è <a href="http://nexres.tumblr.com/" target="_self"><strong>questo</strong></a> <img src='http://www.nexres.org/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>Mutazioni Digitali: foto &amp; follow-up</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 12:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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Come già anticipato qui, sabato scorso ho assistito al primo incontro di Mutazioni Digitali dedicato al Citizen Journalism. Entro subito nelle considerazioni personali, provando ad evidenziare i pro e contro di questo primo appuntamento:
Mi è sembrata molto buona l&#8217;idea di organizzare un incontro del genere in un luogo come la Fnac. Tra libri, oggetti hi-tech [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Mutazioni Digitali - 1 Citizen Journalism di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2955266783/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3168/2955266783_5d7e458671.jpg" alt="Mutazioni Digitali - 1 Citizen Journalism" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Come già anticipato <a href="http://www.nexres.org/2008/10/17/mutazioni-digitali-mainstream-e-nuovi-media-a-confronto/" target="_self"><strong>qui</strong></a>, sabato scorso ho assistito al primo incontro di <a href="http://www.mutazionidigitali.net/" target="_self"><strong>Mutazioni Digitali</strong></a> dedicato al <strong>Citizen Journalism</strong>. Entro subito nelle considerazioni personali, provando ad evidenziare i pro e contro di questo primo appuntamento:</p>
<p>Mi è sembrata molto buona l&#8217;idea di organizzare un incontro del genere in un luogo come la <strong>Fnac</strong>. Tra libri, oggetti hi-tech e più prosaici elettrodomestici era interessante vedere ogni tanto affacciarsi qualcuno per ascoltare una parte di discussione o semplicemente per curiosare. Se penso che l&#8217;ultima volta in cui ero stato alla Fnac mi ero imbattuto nel concerto dei Lost (con orda di ragazzine deliranti al seguito), non posso che augurarmi la presenza di altri incontri come Mutazioni Digitali in futuro&#8230; <img src='http://www.nexres.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Quello che non mi è piaciuto è stato il format generale dell&#8217;evento: due conduttori con scaletta in mano, 4 relatori sul palco e una piccola platea ordinata ad ascoltare la discussione. Insomma, un format troppo rigido e troppo &#8220;televisivo&#8221;. Questo ha portato inevitabilmente a una conduzione troppo ingessata. <strong> <a href="http://pendodeliri.splinder.com/" target="_self">Antonio Pavolini</a></strong> è riuscito con disinvoltura a trovare vie di fuga dalla scaletta, mentre <a href="http://www.marcotraferri.net/" target="_self"><strong>Marco Traferri</strong></a> è rimasto inevitabilmente vittima di un contesto troppo simile al Costanzo Show (associazione sottolineata anche da qualche buontempone che durante l&#8217;incontro ha fatto squillare varie volte il suo cellulare con la suoneria del famoso programma!).</p>
<p>I video prelevati da YouTube e il collegamento via skype con <a href="http://www.agoravox.it/_Francesco-Piccinini_.html" target="_self"><strong>Francesco Piccinini</strong></a> non sono stati sufficienti a svecchiare un format che, per l&#8217;argomento trattato e per la location scelta, poteva e doveva risultare più elastico e dinamico. Insomma, mi sarei aspettato una tavola rotonda o comunque qualcosa di più simile a un mini barcamp piuttosto che a un talk show vecchio stile.</p>
<p>I relatori presenti non mi sono sembrati particolarmente brillanti, eccezion fatta per <a href="http://blog.stefanoepifani.it/default.aspx" target="_self"><strong>Stefano Epifani</strong></a>, che col suo solito taglio dissacrante e pungente è stato a mio parere il vero mattatore dell&#8217;incontro.</p>
<p>In definitiva, credo di poter definire Mutazioni Digitali una buona (forse ottima) idea che però non è stata ancora capace di trovare la forma migliore in cui realizzarsi. Il prossimo incontro di Mutazioni Digitali si svolgerà <strong>sabato 15 novembre</strong>, sempre alla Fnac, e stavolta si parlerà di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga" target="_self"><strong>Coda Lunga</strong></a> (argomento quanto mai indicato ad essere trattato all&#8217;interno di una simile location). Spero di assistere in quell&#8217;occasione a un convegno molto più orizzontale, aperto, partecipativo e &#8220;ggiovane&#8221; <img src='http://www.nexres.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel frattempo, chi vuole può rivedere il video del primo incontro <a href="http://mutazionidigitali.ilcannocchiale.tv/" target="_self"><strong>qui</strong></a>.</p>
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		<title>Ibridazioni tra eventi…</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/19/ibridazioni-tra-eventi/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/10/19/ibridazioni-tra-eventi/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 11:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Business]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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Questo è il contributto video di Alberto D&#8217;Ottavi, in compagnia di Maria Grazia Mattei, girato durante l&#8217;evento  Innovation Circus. Il video in questione, messo on line  attraverso Qik, è stato pensato come un vero e proprio esperimento di ibridazione tra Innovation Circus e Democrazia Digitale.
Purtroppo a causa del poco tempo a disposizione non è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="319" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="qik_player" /><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="allowFullScreen" value="false" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgcolor" value="#333333" /><param name="FlashVars" value="userlock=true&amp;streamname=533cddbd9e1f4281b7c944e2955b9cc0&amp;vid=387618&amp;safelink=dottavi" /><param name="src" value="http://www.qik.com/swfs/qik_player.swf" /><embed id="qik_player" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="319" src="http://www.qik.com/swfs/qik_player.swf" flashvars="userlock=true&amp;streamname=533cddbd9e1f4281b7c944e2955b9cc0&amp;vid=387618&amp;safelink=dottavi" bgcolor="#333333" wmode="transparent" quality="high" allowfullscreen="false" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p>Questo è il contributto video di <a href="http://www.infoservi.it/dblog/" target="_self"><strong>Alberto D&#8217;Ottavi</strong></a>, in compagnia di <a href="http://www.mgmdigital.com/" target="_self"><strong>Maria Grazia Mattei</strong></a>, girato durante l&#8217;evento  <a href="http://www.innovationcircus.it/" target="_self"><strong>Innovation Circus</strong></a>. Il video in questione, messo on line  attraverso <a href="http://qik.com/" target="_self"><strong>Qik</strong></a>, è stato pensato come un vero e proprio <strong>esperimento di ibridazione tra Innovation Circus e <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale">Democrazia Digitale</a></strong>.</p>
<p>Purtroppo a causa del poco tempo a disposizione non è stato possibile proiettarlo durante il convegno, ma mi sembra opportuno sfruttare anche questo blog proprio per rilanciarlo. Ringrazio molto Alberto e Maria Grazia per la loro disponiblità, e speriamo che nell&#8217;immediato futuro ci siano  altre occasioni per sperimentare  di nuovo un simile esperimento di convergenza tra eventi o convegni dislocati spazialmente ma uniti fortemente nelle idee.</p>
<p><a title="Innovation Circus - Milano in Progress di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2946721046/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3054/2946721046_bd9e90be10.jpg" alt="Innovation Circus - Milano in Progress" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Rimanendo in tema, domenica scorsa ho partecipato alla giornata conclusiva di <strong>Innovation Circus-Milano  in Progress</strong>. Lì ho incontrato alcuni amici intenti a proporre la loro start-up, tra cui <a href="http://www.glossom.com/" target="_self"><strong>Piero</strong></a>, <a href="http://www.tripshake.com/" target="_self"><strong>Antonio</strong> e <strong>Giorgio</strong></a>, <a href="http://www.artkitchen.it/" target="_self"><strong>Jacopo</strong> e <strong>Francio</strong></a>. Le foto, come al solito, sono sul <a href="http://www.flickr.com/photos/nexres/sets/72157608073565974/" target="_self"><strong>mio Flickr</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mutazioni Digitali: Mainstream e Nuovi Media a Confronto</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/17/mutazioni-digitali-mainstream-e-nuovi-media-a-confronto/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/10/17/mutazioni-digitali-mainstream-e-nuovi-media-a-confronto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 16:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valentina</dc:creator>
		
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citizen journalism by sambrook
Domani un interessante evento incentrato sul Citizen Journalism organizzato da Antonio Pavolini e Marco Traferri in co-produzione con Il Cannocchiale.
Mutazioni digitali è una serie di incontri in cui esponenti dei mainstream media e dei nuovi media si confrontano su come l&#8217;evoluzione dei mezzi di comunicazione cambierà il modo di creare, fruire e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-164" title="100538533_c0880a93c9" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/10/100538533_c0880a93c9.jpg" alt="" width="500" height="374" /></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/sambrook/100538533/" target="_self"><em>citizen journalism</em></a> by <a href="http://www.flickr.com/photos/sambrook/" target="_self"><em>sambrook</em></a></p>
<p>Domani un interessante evento incentrato sul <strong>Citizen Journalism</strong> organizzato da <a href="http://pendodeliri.splinder.com/" target="_self"><strong>Antonio Pavolini</strong></a> e <strong><a href="http://www.mutazionidigitali.net/marco-traferri/" target="_self">Marco Traferri</a></strong> in co-produzione con <strong><a href="http://www.ilcannocchiale.it/def.aspx" target="_self">Il Cannocchiale</a></strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.mutazionidigitali.net/" target="_self">Mutazioni digitali</a></strong> è una serie di incontri in cui esponenti dei mainstream media e dei nuovi media si confrontano su come <strong>l&#8217;evoluzione dei mezzi di comunicazione cambierà il modo di creare, fruire e distribuire la cultura, l&#8217;informazione, l&#8217;intrattenimento</strong>.</p>
<p>I primi due incontri, previsti per il <strong>18 Ottobre </strong>e il <strong>15 Novembre</strong> (con inizio alle 18.30) tratteranno, rispettivamente, di due fenomeni chiave della disintermediazione culturale: il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giornalismo_partecipativo" target="_self"><strong>Citizen Journalism</strong></a> e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coda_lunga" target="_self"><strong>Coda Lunga</strong></a>. Interverranno nel dibattito esperti di entrambi i settori ed esponenti dei media tradizionali.</p>
<p>Il primo degli incontri inizierà <strong>domani Sabato 18 ottobre alle 18.30</strong> presso la <strong><a href="http://www.fnac.it/it/" target="_self">Fnac</a> di Porta di Roma</strong> e sarà ripreso, così come quelli successivi, dalle telecamere de <strong><a href="http://www.ilcannocchiale.it/def.aspx" target="_self">Il Cannocchiale</a></strong>, la piattaforma Web TV della nota blog community italiana. Grazie alla collaborazione de Il Cannocchiale l’incontro potrà essere dunque fruibile <strong>in diretta streaming</strong> e sarà possibile <strong>interagire con i relatori mediante la chat</strong>, attraverso il sito <strong><a href="www.mutazionidigitali.net" target="_self">www.mutazionidigitali.net.</a></strong></p>
<p>Al momento sono 45 gli utenti di <strong><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=27679918511" target="_self">Facebook</a></strong> che hanno confermato la loro presenza al primo incontro di <strong><a href="http://www.mutazionidigitali.net/" target="_self">Mutazioni Digitali</a></strong>. Chi fosse interessato a partecipare può ancora <strong><a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=27679918511" target="_self">registrarsi</a></strong> all&#8217;evento.</p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone" src="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://fvdb.files.wordpress.com/2007/08/billboard.jpg&amp;imgrefurl=http://fvdb.wordpress.com/2007/07/30/the-rise-of-citizen-journalism/&amp;h=299&amp;w=400&amp;sz=45&amp;hl=it&amp;start=3&amp;um=1&amp;usg=__QQu2oYekTYlCtCbY5lYQkxiFVbg=&amp;tbnid=Y_l51VjSn3nchM:&amp;tbnh=93&amp;tbnw=124&amp;prev=/images%3Fq%3Dcitizen%2Bjournalism%26um%3D1%26hl%3Dit%26rlz%3D1B3GGGL_itIT257IT257%26sa%3DN" alt="" /></p>
<p style="text-align: left;"><img class="alignnone" src="http://www.flickr.com/photos/sambrook/100538533/" alt="" /></p>
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		<title>Le foto di Democrazia Digitale</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		
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In rete si sta dibattendo su pregi e difetti del Covegno Democrazia Digitale. Tra i vari post che ho letto, mi piace segnalare qui quello scritto da Stefano Besana su oneWeb2.0. Reputo molto interessante sia l&#8217;articolo in sé che i vari commenti presenti.
Ho  inserito nel mio account su Flickr alcune foto del Convegno, soprattutto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Democrazia Digitale di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2945402748/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3246/2945402748_50a2052918.jpg" alt="Democrazia Digitale" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In rete si sta dibattendo su pregi e difetti del Covegno <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/" target="_self"><strong>Democrazia Digitale</strong></a>. Tra i vari post che ho letto, mi piace segnalare qui quello scritto da <a href="http://alastor2602.altervista.org/" target="_self"><strong>Stefano Besana</strong></a> su <a href="http://www.oneweb20.it/14/10/2008/democrazia-digitale-successo-o-fallimento/" target="_self"><strong>oneWeb2.0</strong></a>. Reputo molto interessante sia l&#8217;articolo in sé che i vari commenti presenti.</p>
<p>Ho  inserito nel <a href="http://www.flickr.com/photos/nexres/sets/72157608057046284/" target="_self"><strong>mio account su Flickr</strong></a> alcune foto del Convegno, soprattutto per quanti non erano presenti in Bicocca. Ringrazio per le foto <a href="http://www.flickr.com/photos/tearsandrain/" target="_self"><strong>Valentina</strong></a>, che oltre alla realizzazione di queste foto contribuirà d&#8217;ora in avanti anche ai contenuti di questo blog.</p>
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