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	<title>neXres &#187; University2.0</title>
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		<title>Studiare i siti di social network in Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 17:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
				<category><![CDATA[University2.0]]></category>
		<category><![CDATA[research]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA["Fabio Giglietto"]]></category>
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		<description><![CDATA[
Qualche settimana fa Fabio Giglietto mi ha parlato di un nuovo progetto di ricerca a cui avrebbe lavorato il LaRiCA in vista del bando PRIN 2008. Una ricerca, strutturata in piena logica wiki, finalizzata allo studio dei social network in Italia.
Credo di aver atteso meno di un secondo prima di dichiarare a Fabio il mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.flickr.com/photos/laughingsquid/986548379/"><img class="alignnone size-full wp-image-278" title="986548379_2a0d99d1ae" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2009/01/986548379_2a0d99d1ae.jpg" alt="" width="500" height="328" /></a></p>
<p>Qualche settimana fa <a href="http://www.nextmediaandsociety.org/" target="_self"><strong>Fabio Giglietto</strong></a> mi ha parlato di un nuovo progetto di ricerca a cui avrebbe lavorato il <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/" target="_self"><strong>LaRiCA</strong></a> in vista del bando <a href="http://www.miur.it/0006Menu_C/0012Docume/0015Atti_M/7441Bando__cf3.htm" target="_self"><strong>PRIN 2008</strong></a>. Una ricerca, strutturata in piena <strong>logica wiki</strong>, finalizzata allo <strong>studio dei social network in Italia</strong>.</p>
<p>Credo di aver atteso meno di un secondo prima di dichiarare a Fabio il mio interesse nel partecipare a un&#8217;iniziativa di quel tipo, e ora mi ritrovo a dare un contributo alla realizzazione del progetto.</p>
<p>Lo studio dei social network e, più in generale, dell&#8217;evoluzione del <strong>web 2.0</strong> e dei <strong>social media</strong> ha occupato quasi a tempo pieno i miei interessi da 3 anni a questa parte. Un progetto del genere non può dunque che aiutarmi ad arricchire conoscenze e riflessioni su tali argomenti, anche in vista dell&#8217;ormai prossima tesi di dottorato.</p>
<p>In particolare, mi ha colpito l&#8217;approccio particolarmente <strong>aperto e collaborativo</strong> della ricerca, ben testimoniato dal <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/socialnetworkitalia/" target="_self"><strong>blog</strong></a> di riferimento: come si legge nella <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/socialnetworkitalia/2009/01/il-progetto/" target="_self"><strong>presentazione del progetto</strong></a>, &#8220;l&#8217;iniziativa intende raccogliere tutti i docenti, i ricercatori (universitari e non), i dottorandi e le aziende interessate a comprendere l’impatto dei siti di social network sulla società italiana con l’obiettivo di promuovere una collaborazione su larga scala fondata sull’uso efficente dei media digitali&#8221;.</p>
<p>Per rendere ciò davvero possibile, ogni singolo elemento della ricerca è stato reso pubblico prima della presentazione uffciale, in modo tale che tutti i partecipanti possano sin da subito offrire il proprio contributo nel proporre nuove idee o modificare e migliorare i contenuti già esistenti. Questo vale tanto per il <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/socialnetworkitalia/2009/01/topic-1-titolo-del-progetto/" target="_self"><strong>titolo</strong></a> quanto per l&#8217;<a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/socialnetworkitalia/2009/01/topic-2-quali-snss-includere-nella-ricerca/" target="_self"><strong>oggetto d&#8217;analisi</strong></a> piuttosto che per la <a href="http://larica-virtual.soc.uniurb.it/socialnetworkitalia/2009/01/bibliografia/" target="_self"><strong>bibliografia</strong></a> di riferimento.</p>
<p>Al di là dell&#8217;approccio, è il tema generale della ricerca a risultare a mio parere quanto mai interessante, nonché problematico: <strong>studiare i siti di social network in Italia</strong>. Ciò significa provare ad analizzare da vicino un fenomeno quanto mai complesso e diversificato, sfruttando il supporto di strumenti d&#8217;analisi quantitativi e qualitativi. Al momento, fatta eccezione per qualche sporadico tentativo, non esiste ancora uno studio sistematico capace di fotografare il fenomeno su scala nazionale. La lacuna è ancor più grande sul versante dell&#8217;analisi qualitativa, troppo spesso messa ai margini dal tipo di ricerca che si è soliti fare in Italia &#8211; in ambito sia accademico che privato &#8211; su simili tematiche.</p>
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		<title>Social Media Lab &#8211; il corso!</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/12/14/social-media-lab-il-corso/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 18:44:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
				<category><![CDATA["social media lab"]]></category>
		<category><![CDATA[University2.0]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
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		<description><![CDATA[
Lo scorso anno ho lavorato insieme a Francesco D&#8217;Orazio e ad Antonio Bonanno all&#8217;ideazione e alla realizzazione dei primi due incontri di Social Media Lab, primo ciclo di conferenze promosse dall&#8217;Università IULM di Milano su Web 2.0 e Social Media.
Ci sono ottime notizie a riguardo: la Fondazione Cariplo ha deciso di finanziare un progetto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-229" title="socialmedialablogowhite" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/12/socialmedialablogowhite.png" alt="" width="425" height="67" /></p>
<p>Lo scorso anno ho lavorato insieme a <a href="http://www.linkedin.com/in/francescodorazio" target="_self"><strong>Francesco D&#8217;Orazio</strong></a> e ad <a href="http://www.linkedin.com/in/antoniobonanno" target="_self"><strong>Antonio Bonanno</strong></a> all&#8217;ideazione e alla realizzazione dei primi due incontri di <a href="http://www.socialmedialab.net/" target="_self"><strong>Social Media Lab</strong></a>, primo ciclo di conferenze promosse dall&#8217;<a href="http://www.iulm.it/" target="_self"><strong>Università IULM di Milano</strong></a> su <strong>Web 2.0</strong> e <strong>Social Media</strong>.</p>
<p>Ci sono ottime notizie a riguardo: la <a href="http://www.fondazionecariplo.it/" target="_self"><strong>Fondazione Cariplo</strong></a> ha deciso di finanziare un progetto a cui io e Francesco abbiamo lavorato negli ultimi mesi e ora, finalmente, Social Media Lab è diventato un <strong>corso di formazione d&#8217;eccellenza</strong> per gli studenti IULM con inizio previsto a <strong>marzo 2009</strong>.</p>
<p>Il corso si concentrerà, come è lecito attendersi, sull&#8217;evoluzione del web e sulle nuove forme di comunicazione promosse su media sociali. Nello specifico, il percoso formativo proposto sarà modellato intorno a tre macro-aree:</p>
<ul>
<li><em>Educational</em></li>
<li><em>Business</em></li>
<li><em>Entertainment</em></li>
</ul>
<p>Il nostro principale obiettivo è quello di coniugare la didattica frontale con una vasta serie di <strong>workshop e attività laboratoriali</strong> capaci di sfruttare il coinvolgimento diretto dei <strong>professionisti del settore</strong>. Vogliamo sbilanciare la didattica dalla parte dei professionisti, proprio per concedere il giusto risalto a quanti operano concretamente in quest&#8217;ambito, sia a livello nazionale che internazionale.</p>
<p>Il percorso formativo sarà poi completato dall&#8217;avvio di <strong>3 laboratori </strong>relativi ad ognuna delle 3 macro-aree di didattica frontale, per poi consludersi con un <strong>tirocinio all&#8217;estero</strong> in instituzioni di ricerca o organizzazioni aziendali.</p>
<p>Insomma, quello che stiamo cercando di realizzare è un corso davvero innovativo per lo scenario italiano. Vorremmo poter garantire agli studenti una formazione più pratica che teorica, garantendo la conoscenza di tecniche e strumenti per poter competere in questo settore a livello internazionale. Che poi il nostro paese faccia (ancora) fatica a riconoscere e soprattutto gratificare in termini economici figure professionali operanti nel settore del web e dei social media bhè&#8230;questa è tutta un&#8217;altra storia&#8230;</p>
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		<title>Ibridazioni tra eventi&#8230;</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/19/ibridazioni-tra-eventi/</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 11:58:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<category><![CDATA["Alberto D'Ottavi"]]></category>
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Questo è il contributto video di Alberto D&#8217;Ottavi, in compagnia di Maria Grazia Mattei, girato durante l&#8217;evento  Innovation Circus. Il video in questione, messo on line  attraverso Qik, è stato pensato come un vero e proprio esperimento di ibridazione tra Innovation Circus e Democrazia Digitale.
Purtroppo a causa del poco tempo a disposizione non è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="319" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="id" value="qik_player" /><param name="align" value="middle" /><param name="allowScriptAccess" value="sameDomain" /><param name="allowFullScreen" value="false" /><param name="quality" value="high" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="bgcolor" value="#333333" /><param name="FlashVars" value="userlock=true&amp;streamname=533cddbd9e1f4281b7c944e2955b9cc0&amp;vid=387618&amp;safelink=dottavi" /><param name="src" value="http://www.qik.com/swfs/qik_player.swf" /><embed id="qik_player" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="319" src="http://www.qik.com/swfs/qik_player.swf" flashvars="userlock=true&amp;streamname=533cddbd9e1f4281b7c944e2955b9cc0&amp;vid=387618&amp;safelink=dottavi" bgcolor="#333333" wmode="transparent" quality="high" allowfullscreen="false" allowscriptaccess="sameDomain" align="middle"></embed></object></p>
<p>Questo è il contributto video di <a href="http://www.infoservi.it/dblog/" target="_self"><strong>Alberto D&#8217;Ottavi</strong></a>, in compagnia di <a href="http://www.mgmdigital.com/" target="_self"><strong>Maria Grazia Mattei</strong></a>, girato durante l&#8217;evento  <a href="http://www.innovationcircus.it/" target="_self"><strong>Innovation Circus</strong></a>. Il video in questione, messo on line  attraverso <a href="http://qik.com/" target="_self"><strong>Qik</strong></a>, è stato pensato come un vero e proprio <strong>esperimento di ibridazione tra Innovation Circus e <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale">Democrazia Digitale</a></strong>.</p>
<p>Purtroppo a causa del poco tempo a disposizione non è stato possibile proiettarlo durante il convegno, ma mi sembra opportuno sfruttare anche questo blog proprio per rilanciarlo. Ringrazio molto Alberto e Maria Grazia per la loro disponiblità, e speriamo che nell&#8217;immediato futuro ci siano  altre occasioni per sperimentare  di nuovo un simile esperimento di convergenza tra eventi o convegni dislocati spazialmente ma uniti fortemente nelle idee.</p>
<p><a title="Innovation Circus - Milano in Progress di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2946721046/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3054/2946721046_bd9e90be10.jpg" alt="Innovation Circus - Milano in Progress" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Rimanendo in tema, domenica scorsa ho partecipato alla giornata conclusiva di <strong>Innovation Circus-Milano  in Progress</strong>. Lì ho incontrato alcuni amici intenti a proporre la loro start-up, tra cui <a href="http://www.glossom.com/" target="_self"><strong>Piero</strong></a>, <a href="http://www.tripshake.com/" target="_self"><strong>Antonio</strong> e <strong>Giorgio</strong></a>, <a href="http://www.artkitchen.it/" target="_self"><strong>Jacopo</strong> e <strong>Francio</strong></a>. Le foto, come al solito, sono sul <a href="http://www.flickr.com/photos/nexres/sets/72157608073565974/" target="_self"><strong>mio Flickr</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le foto di Democrazia Digitale</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/17/le-foto-di-democrazia-digitale/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[
In rete si sta dibattendo su pregi e difetti del Covegno Democrazia Digitale. Tra i vari post che ho letto, mi piace segnalare qui quello scritto da Stefano Besana su oneWeb2.0. Reputo molto interessante sia l&#8217;articolo in sé che i vari commenti presenti.
Ho  inserito nel mio account su Flickr alcune foto del Convegno, soprattutto per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Democrazia Digitale di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2945402748/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3246/2945402748_50a2052918.jpg" alt="Democrazia Digitale" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In rete si sta dibattendo su pregi e difetti del Covegno <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/" target="_self"><strong>Democrazia Digitale</strong></a>. Tra i vari post che ho letto, mi piace segnalare qui quello scritto da <a href="http://alastor2602.altervista.org/" target="_self"><strong>Stefano Besana</strong></a> su <a href="http://www.oneweb20.it/14/10/2008/democrazia-digitale-successo-o-fallimento/" target="_self"><strong>oneWeb2.0</strong></a>. Reputo molto interessante sia l&#8217;articolo in sé che i vari commenti presenti.</p>
<p>Ho  inserito nel <a href="http://www.flickr.com/photos/nexres/sets/72157608057046284/" target="_self"><strong>mio account su Flickr</strong></a> alcune foto del Convegno, soprattutto per quanti non erano presenti in Bicocca. Ringrazio per le foto <a href="http://www.flickr.com/photos/tearsandrain/" target="_self"><strong>Valentina</strong></a>, che oltre alla realizzazione di queste foto contribuirà d&#8217;ora in avanti anche ai contenuti di questo blog.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Democrazia Digitale is searching for Pirates!</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/10/01/democrazia-digitale-is-searching-for-pirates/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2008 17:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
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Photo: Nick Humphries
Pensi che i convegni universitari siano tutti uguali? Ti addormenti al solo pensiero di assistere a noiose elucubrazioni teoriche? Vorresti, per una volta, irrompere in una tavola rotonda e dire la tua? Hai sempre sognato di ritrovarti al centro di un convegno universitario stando comodamente seduto sulla poltrona di casa tua?
Bene, sei Tu [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-156" title="637745334_a954414277" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/10/637745334_a954414277.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p>Photo: <a title="Collegamento al album di Nick Humphries" href="http://www.flickr.com/photos/nickhumphries/">Nick Humphries</a></p>
<p>Pensi che i convegni universitari siano tutti uguali? Ti addormenti al solo pensiero di assistere a noiose elucubrazioni teoriche? Vorresti, per una volta, irrompere in una tavola rotonda e dire la tua? Hai sempre sognato di ritrovarti al centro di un convegno universitario stando comodamente seduto sulla poltrona di casa tua?</p>
<p>Bene, sei <strong>Tu</strong> che stiamo cercando! Questo è il nostro obiettivo: <strong>radunare un manipolo di geek per dar vita a una serie di &#8220;incursioni piratesche&#8221; all&#8217;interno del nostro Convegno</strong>. Se non è democrazia digitale questa&#8230;</p>
<p>Se vuoi aderire alla nostra iniziativa, dovrai uscire indenne dai seguenti step, rispondendo in modo affermativo a ogni nostra singola richiesta:</p>
<p>1.  Prometti di riuscire a essere davanti a un <strong>computer provvisto di connessione internet, webcam e microfono</strong> la mattina di <strong>venerdì 10 ottobre</strong>? Non è necessario che tu stia a casa, puoi partecipare da dove meglio credi.</p>
<p>2.  Ci garantisci che la mattina del 10, oltre ad avere davanti a te un monitor, avrai in mano un <strong>telefonino di ultima generazione</strong> (da Nokia N92 in poi) con installato <a href="http://qik.com/" target="_self"><strong>QIK</strong></a>? Non sai cos’è QIK?!? Poco male, dato che siamo mooolto democratici,  <a href="http://qik.com/new_sign_up" target="_self"><strong>qui</strong></a> troverai le istruzioni per installare questo meraviglioso programma sul tuo telefonino.</p>
<p>3. Bene, ora anche tu sei un <strong>QIK User</strong>. Quello che ti chiediamo è di inviare al nostro indirizzo mail (<strong>democraziadigitale@yahoo.it</strong>) il l<strong>ink del tuo profilo utente su QIK</strong>, in modo da poter conoscere il tuo nickname. Nella tua pagina ti chiediamo poi di caricare un video che ti servirà per essere ammesso alla nostra iniziativa. Hai carta bianca nel dar sfogo alla tua creatività. Naturalmente privilegeremo i video che meglio sapranno riflettere intorno al concetto di “democrazia digitale”. I video possono essere inseriti nel <a href="http://qik.com/groups/1326" target="_self"><strong>gruppo di QIK che abbiamo dedicato all’iniziativa</strong></a>.</p>
<p>4. Dopo aver visionati tutti i vostri contributi, sceglieremo i prodi combattenti, pronti a compiere un’azione sovversiva all’interno di un convegno universitario apparentemente tranquillo…Lo scopo ultimo della missione? <strong>Solo se sarai sopravvissuto sino a quest’ultimo punto potrai dire la tua, in diretta streaming, all’interno di Democrazia Digitale, e prendere parte alla discussione come qualsiasi altro relatore ufficiale!</strong></p>
<p>È più facile di quel che sembra… <img src='http://www.nexres.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dateci la vostra definizione di democrazia digitale!</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/09/25/dateci-la-vostra-definizione-di-democrazia-digitale/</link>
		<comments>http://www.nexres.org/2008/09/25/dateci-la-vostra-definizione-di-democrazia-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 13:24:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[
Colours, by Albert dj
E&#8217; partito ufficialmente il &#8220;contest&#8221; di Democrazia Digitale:
Vorremmo che questo convegno fosse diverso dagli schemi tradizionali. Perché ciò accada è necessario riflettere insieme a voi sul tema e i significati della &#8220;Democrazia della rete&#8220;. Esiste davvero una democrazia digitale? Come si caraterizza e come è possibile definirla? E&#8217; una &#8220;democrazia 2.0&#8243; o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-147" title="423487271_6134d0df86_b" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/09/423487271_6134d0df86_b.jpg" alt="" width="500" height="401" /></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/95223965@N00/423487271/" target="_self"><em>Colours</em></a>, by <a href="http://www.flickr.com/photos/95223965@N00/" target="_self">Albert dj</a></p>
<p>E&#8217; partito ufficialmente il &#8220;<strong>contest</strong>&#8221; di <strong>Democrazia Digitale</strong>:</p>
<p>Vorremmo che questo convegno fosse diverso dagli schemi tradizionali. Perché ciò accada è necessario riflettere insieme a voi sul tema e i significati della &#8220;<strong>Democrazia della rete</strong>&#8220;. Esiste davvero una democrazia digitale? Come si caraterizza e come è possibile definirla? E&#8217; una &#8220;democrazia 2.0&#8243; o solo una ribalta dell&#8217;esperienza quotidiana all&#8217;infuori della rete?</p>
<p>Un tema come quello del rapporto tra democrazia e web non può certo esaurirsi nel panel di discussione di un convegno. Ragionare su un simile argomento significa essere pronti ad accogliere non soltanto le opinioni e i punti di vista dei cosiddetti “esperti”, ma di <strong>chiunque voglia affermare il proprio pensiero a riguardo</strong>.</p>
<p>E’ per tale motivo che abbiamo ritenuto opportuno rivolgerci alle tante persone che sono entrate a far parte del <a href="http://www.new.facebook.com/group.php?gid=33703674358&amp;ref=mf#/group.php?gid=33703674358" target="_self"><strong>gruppo di Facebook</strong></a>. Sappiamo che per motivi logistici o lavorativi molti di voi non potranno essere fisicamente presenti al convegno, ma vogliamo che la vostra presenza, anche se a distanza, sia quanto più viva possibile. Allo stesso modo, vogliamo che anche le persone presenti al convegno abbiano uno strumento in più per condividere la propria riflessione, in un modo diverso rispetto alla tradizionale alzata di mano.</p>
<p>Ciò che vi chiediamo, dunque, è di <strong>condividere con noi la vostra definizione di “democrazia digitale”</strong>. Qual è il vostro personale parere sull’attuale livello di democraticità del web? Come vorreste che fosse il futuro della società in rete?</p>
<p>La vostra definizione potrà essere realizzata in <strong>qualsiasi formato digitale preferiate</strong>: testo, video, immagini, traccia sonora, presentazione multimediale. Dal canto nostro, noi ci impegneremo a <strong>raccogliere i vostri interventi e a mostrarli durante il convegno</strong>. I vostri contributi arriveranno direttamente anche ai relatori, che in questo modo avranno l’opportunità non solo di visionarli, ma anche di utilizzarli come spunto di riflessione.</p>
<p>La vostra definizione di democrazia digitale sarà ospitata anche all’interno del <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/" target="_self"><strong>blog del convegno</strong></a>.</p>
<p>Per partecipare entrate nel topic dell&#8217;Area discussioni <strong>&#8220;<a href="http://www.new.facebook.com/group.php?gid=33703674358&amp;ref=mf#/topic.php?uid=33703674358&amp;topic=7218" target="_self">Dateci la vostra definizione di democrazia digitale!</a>&#8221; </strong>e portate il vostro contributo!</p>
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		<title>La Locandina di Democrazia Digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 21:52:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
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Blog del convegno
Gruppo su Facebook
Account su Twitter
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Locandina Democrazia Digitale di neXres, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/nexres/2876209229/"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2142/2876209229_ab7e6788e9.jpg" alt="Locandina Democrazia Digitale" width="354" height="500" /></a></p>
<p><a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/" target="_self"><strong>Blog del convegno</strong></a></p>
<p><a href="http://www.new.facebook.com/group.php?gid=33703674358&amp;ref=mf" target="_self"><strong>Gruppo su Facebook</strong></a></p>
<p><a href="http://twitter.com/demodigit" target="_self"><strong>Account su Twitter</strong></a></p>
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		<title>I paradossi della Democrazia Digitale</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 22:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
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strawberry fields forever, by unoundici [fire walk with me]
Lo avevo accennato in uno dei post pre-vacanzieri, ed è la ragione principale dell&#8217;assenza di nuovi post nelle ultime settimane. Mi riferisco all&#8217;organizzazione del convegno dal titolo: &#8220;Forme e paradossi della democrazia digitale: protesi cognitive, social networking, blogosfera e wikiscenza&#8221;. L&#8217;appuntamento è per il 10 ottobre in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-143" title="bicocca-foto" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/09/bicocca-foto.jpg" alt="" width="500" height="499" /></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/unoundici/2407927005/" target="_self"><em>strawberry fields forever</em></a>, by <a href="http://www.flickr.com/photos/unoundici/" target="_self"><em>unoundici [fire walk with me]</em></a></p>
<p>Lo avevo accennato in uno dei post pre-vacanzieri, ed è la ragione principale dell&#8217;assenza di nuovi post nelle ultime settimane. Mi riferisco all&#8217;organizzazione del convegno dal titolo: <strong>&#8220;Forme e paradossi della democrazia digitale: protesi cognitive, social networking, blogosfera e wikiscenza&#8221;</strong>. L&#8217;appuntamento è per il <strong>10 ottobre in Bicocca, dalle 09.30 alle 13.30</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;organizzazione dell&#8217;evento mi sto occupando, naturalmente non da solo, anche del <a href="http://www.lisp.formazione.unimib.it/democraziadigitale/" target="_self"><strong>blog ufficiale</strong></a> del convegno e del relativo <a href="http://www.new.facebook.com/group.php?gid=33703674358" target="_self"><strong>gruppo su Facebook</strong></a>. Sono già pronte per partire anche le altre piattaforme e servizi 2.0 (Flickr, YouTube, Mogulus, Slideshare, Twitter). Tutto sta andando per il meglio, e i relatori che compongono il panel fanno davvero ben sperare nella riuscita di un evento a cui personalmente tengo moltissimo.</p>
<p>Perché <strong>un convegno sulla democrazia digitale</strong>? Questa la spiegazione:</p>
<p>Nell’ambito degli eventi per il decennale dell’<a href="http://www.unimib.it/"><strong>Università degli Studi di Milano Bicocca</strong></a>, la <strong>Facoltà di Scienze della Formazione</strong> organizza, nei giorni del <strong>9 e 10 ottobre</strong>, un Convegno dal titolo <strong>“<a href="http://www.unimib.it/XML/contenuti/evento/dett.jsp?_cid=6c75f2cf&amp;param1=30744475&amp;param2=431571548&amp;_crc=65c918c8" target="_self">Democrazia e Conoscenza</a>”</strong>. All’interno di tale Convegno è prevista, nella giornata del <strong>10 ottobre</strong>, una sessione “evento” organizzata in collaborazione con la <strong>Facoltà di Giurisprudenza</strong>, dedicata ad approfondire le tematiche del <strong>rapporto tra democrazia, forme di partecipazione sociale, relazione e  formazione abilitate dalle nuove tecnologie della comunicazione</strong>.</p>
<p><a href="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/09/logo_362x110.png"><img class="alignnone size-full wp-image-144" title="logo_lisp" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/09/logo_362x110.png" alt="" width="308" height="94" /></a><br />
Il tema principale attorno a cui vi svilupperà tale sessione è rappresentato dai <strong>“paradossi della democrazia digitale”</strong>. La fase attuale del web, denominata sempre più spesso come <strong>“web 2.0″</strong>, sembra aver rivoluzionato le dinamiche e i paradigmi tradizionali della Società dell’informazione. Grazie all’espansione e alla relativa legittimazione degli <strong>User Generated Content</strong> (UGC), gli utenti abbandonano lo status  semi-passivo  di spettatori per trasformarsi in “prosumer”, ovvero consumatori e allo stesso tempo produttori attivi di conoscenza. Quest’ultima, la conoscenza, rappresenta per molti studiosi il <strong>principale vettore di innovazione attorno a cui modellare un nuovo ordinamento non solo culturale, ma anche economico e sociale</strong>.</p>
<p>Senza cadere nei vizi di forma di un approccio tecnologicamente determinato, è opportuno ritrovare le ragioni di tale trasformazione in quelle piattaforme del nuovo web che, oltre a rappresentare efficaci strumenti per la produzione di conoscenza, sono capaci soprattutto di elevarsi a inediti spazi sociali e relazionali. Ne è conseguenza diretta una <strong>decisa ridefinizione della comunicazione</strong>, intesa nel senso più alto del termine, che passa attraverso un diverso modo di vivere e comunicare le relazioni sociali “in presenza”. A cambiare, infatti, sono le <strong>forme e i contenuti atti a descrivere i vissuti, le esperienze, le narrazioni collettive e individuali</strong>.<span id="more-142"></span></p>
<p>Questo desiderio di <strong>mettere in condivisione informazioni, conoscenza, e conseguentemente tracce della propria identità</strong>, è avvalorato da una nuova generazione di strumenti   digitali &#8211; <strong>blog, social network, wiki</strong> &#8211; in grado di abilitare interessanti dinamiche di partecipazione sociale e di relazione. A fronte di tutto ciò, è  lecito chiedersi <strong>quanto sia effettivamente democratica questa particolare partecipazione</strong>.  Diviene  nuovo luogo della decisione o realizza, forse, un vero e proprio <strong>“paradosso della democrazia”</strong>: tutti possono interagire ma non realmente incidere? L’orizzontalità della comunicazioni in rete è davvero un strumento di democrazia? Ancora, in che senso è possibile trasformare queste protesi comunicative in un “luogo di reale”, connesso dunque in maniera diretta con la realtà della partecipazione alle decisioni? A queste ed altre domande proveremo a rispondere nella nostra tavola rotonda grazie al contributo dei relatori presenti.</p>
<p>Questo il <strong>programma ufficiale</strong> del convegno:</p>
<p><em>Conducono</em>:<br />
<a href="http://paolomferri.blogspot.com/" target="_self"><strong>Paolo Ferri</strong></a>, docente di Tecnologie didattiche e Teoria e tecnica dei nuovi media presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Milano Bicocca.</p>
<p><a href="http://www.melog.org/" target="_self"><strong>Gianluca Nicoletti</strong></a>, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, attualmente speaker di Radio 24 e editorialista de La Stampa.</p>
<p><em>Key note</em>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Derrick_de_Kerckhove" target="_self"><strong>Derrick de Kerckhove</strong></a>, Direttore del Programma McLuhan in Cultura e Tecnologia ed autore di La pelle della Cultura e dell’Intelligenza Connessa (”The Skin of Culture and Connected Intelligence”) e Professore Universitario nel Dipartimento di lingua francese all’Università di Toronto. Attualmente è docente presso la Facoltà di Sociologia dell’Università degli Studi di Napoli Federico II dove è titolare degli insegnamenti di “Metodi e analisi delle fonti in rete”, “Sociologia della cultura digitale” e di “Sociologia dell’arte digitale”.</p>
<p><em>Panel di Discussione</em>:<br />
<strong>Paolo Giuggioli</strong>, presidente Ordine degli avvocati di Milano.</p>
<p><a href="http://fildir.blogspot.com/" target="_self"><strong>Andrea Rossetti</strong></a>, Facoltà di Giurisprudenza &#8211; Università degli Studi di Milano &#8211; Bicocca.</p>
<p><a href="http://piercesare.blogspot.com/" target="_self"><strong>Pier Cesare Rivoltella</strong></a>, direttore del Cremit Centro di ricerca sull’educazione ai media all’informazione e alla Tecnologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.</p>
<p><a href="http://www.webgol.it/" target="_self"><strong>Antonio Sofi</strong></a>, consulente politico, blogger, esperto di giornalismo e nuovi media. Insegna Fonti e Processi Produttivi nel Giornalismo e Sociologia delle professioni dei nuovi media a Scienze Politiche, Università di Firenze.</p>
<p><a href="http://www.merzweb.com/" target="_self"><strong>Gino Roncaglia</strong></a>,  ricercatore in filosofia presso l’Universita’ della Tuscia di Viterbo. Nell’ambito della sua attivita’ universitaria, coordina dal 1996 un seminario di teoria e pratica degli ipertesti e ha da due anni l’affidamento dell’insegnamento di informatica applicata alle scienze umane.</p>
<p><a href="http://www.mantellini.it/" target="_self"><strong>Massimo Mantellini</strong></a>, blogger, scrive per Punto Informatico, IlSole24ore, Impulsoweb.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Frieda" target="_self"><strong>Frieda Brioschi</strong></a>, è stata uno dei 18 membri fondatori di Wikimedia Italia e il suo primo presidente.</p>
<p><a href="http://www.masternewmedia.org/it/" target="_self"><strong>Robin Good</strong></a> (video-intervento preregistrato), editore online, esperto di comunicazione dei nuovi media, attivo nella ricerca, composizione e pubblicazione di testi che riguardano le nuove tecnologie per l’insegnamento, il business ed il cambiamento sociale.</p>
<p><a href="http://googleitalia.blogspot.com/" target="_self"><strong>Marco Pancini</strong></a>, Google European Policy Counsel.</p>
<p><a href="http://www.bitserscarfiotti.blogspot.com/" target="_self"><strong>Gianluca Nicoletti</strong></a>, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico e televisivo, attualmente speaker di Radio 24 e editorialista de La Stampa.</p>
<p><a href="http://blog.giovannipola.it/" target="_self"><strong>Giovanni Pola</strong></a>, Marketing &amp; Sales Manager Connexia.</p>
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		<title>Università 2.0: BOA &#8211; Bicocca Open Archive</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 23:16:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
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@bicocca. Foto: rampollo
Negli ultimi giorni sono stato impegnato a ultimare il breve saggio che verrà pubblicato all&#8217;interno degli atti di un convegno sulla library 2.0 organizzato lo scorso anno dal CNBA (Coordinamento Nazionale Biblioteche di Architettura). Su invito di Bonaria Biancu e Serena Sangiorgi, ho provato ad articolare la mia riflessione intorno agli scenari attuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/2300527822_0d0e672bac_b.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-113" title="2300527822_0d0e672bac_b" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/2300527822_0d0e672bac_b-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p><em>@bicocca</em>. Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/rampollo/2300527822/" target="_self">rampollo</a></p>
<p>Negli ultimi giorni sono stato impegnato a ultimare il breve saggio che verrà pubblicato all&#8217;interno degli atti di un <a href="http://rainbow-cnba.splinder.com/post/11910613/Biblioteche+come+conversazioni%3A+2.0+intorno+e+oltre+l%27architettura" target="_self"><strong>convegno</strong></a> sulla <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Library_2.0" target="_self"><strong>library 2.0</strong></a> organizzato lo scorso anno dal <a href="http://www.cnba.it/" target="_self"><strong>CNBA</strong></a> (<strong>Coordinamento Nazionale Biblioteche di Architettura</strong>). Su invito di <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/" target="_self"><strong>Bonaria Biancu</strong></a> e <a href="http://www.aidaweb.it/2007/cd2007sangiorgi.html" target="_self"><strong>Serena Sangiorgi</strong></a>, ho provato ad articolare la mia riflessione intorno agli scenari attuali e ai modelli di applicazione del concetto di <strong>Università 2.0</strong>. In particolare, ho cercato di trarre ispirazione dai commenti e dagli spunti di riflessione emersi intorno all&#8217;<a href="http://www.oneweb20.it/24/06/2008/stefano-mizzella-didattica-e-web20/" target="_self"><strong>intervista</strong></a> pubblicata recentemente su <a href="http://www.oneweb20.it/" target="_self"><strong>oneWeb2.0</strong></a>.  Colgo l&#8217;occasione per ringraziare sin da ora non solo <strong>Bonaria</strong>, ma anche <a href="http://paolomferri.blogspot.com/" target="_self"><strong>Paolo Ferri</strong></a>, <a href="http://motobrowniano.wordpress.com/" target="_self"><strong>Federico Bo</strong></a> e <a href="http://alastor2602.altervista.org/" target="_self"><strong>Stefano Besana</strong></a>, perché le loro riflessioni sul rapporto tra formazione e web 2.0 sono state per me fondamentali nella stesura del pezzo.</p>
<p>All&#8217;interno della mia trattazione ho segnalato, tra gli esempi di &#8220;<strong>piattaforme 2.0 per la conoscenza</strong>&#8220;, anche l&#8217;avvio del recentissimo progetto <a href="http://surplus.cilea.it/bicocca/oa/" target="_self"><strong>BOA &#8211; Bicocca Open Archive</strong></a>. Ne sono venuto a conoscenza proprio attraverso il <a href="http://bonariabiancu.wordpress.com/2008/06/23/e-in-linea-boa-bicocca-open-archive/" target="_self"><strong>blog</strong></a> di Bonaria, che di BOA è project manager. Riassumendone brevemente le caratteristiche principali, BOA è il repository dell&#8217;università di Milano-Bicocca per l&#8217;archiviazione della <strong>produzione scientifica</strong> di Ateneo, creato nell&#8217;ambito del progetto <strong>Surplus</strong>.</p>
<p>BOA è stato realizzato dalla <a href="http://www.biblio.unimib.it/" target="_self"><strong>Biblioteca di Ateneo</strong></a> utilizzando la piattaforma <a href="http://www.dspace.org/" target="_self"><strong>DSpace</strong></a>, il software open source implementato dal <strong>Massachusetts Institute of Technology</strong> e dalla <strong>Hewlett Packard</strong>, che permette di <strong>catalogare, distribuire e preservare le risorse digitali</strong>. Con BOA l&#8217;Università si propone di creare una <strong>banca dati omnicomprensiva e interoperabile di tutte le pubblicazioni di <a href="http://www.unimib.it/" target="_self">UNIMIB</a></strong>, dalla quale sia possibile alimentare gli altri moduli di Surplus, ricavare statistiche di consultazione e citazioni bibliografiche ed estrarre informazioni da caricare su altre banche dati (sito docente Cineca, relazioni annuali, repertorio delle competenze etc.). Questo vuol dire che tutti i dati contenuti in BOA potranno essere utilizzati anche per altri scopi, senza che sia necessario inserirli manualmente ogni volta.</p>
<p>Cercherò di seguire da vicino gli sviluppi del progetto. Di certo un simile approccio nei confronti degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Open_Archives_Initiative" target="_self"><strong>Open Archives</strong></a> non può che configurarsi a mio parere in un deciso passo in avanti verso l&#8217;evoluzione delle tradizionali dinamiche di condivisione del sapere scientifico. Soprattutto, sono interessato ai vantaggi che una piattaforma come BOA può garantire non solo agli studenti ma anche a docenti, dottorandi e ricercatori. Sarà interessante analizzare nel breve periodo l&#8217;impatto di una simile piattaforma e capire quali funzionalità interne avranno più successo di altre.</p>
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		<title>Digital Natives vs. Emigranti Digitali</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 20:47:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
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Negli ultimi tempi molte discipline &#8211; dalla sociologia all&#8217;informatica, dalla psicologia all&#8217;antropologia &#8211; sembrano interrogarsi sulla nascita e soprattutto sul futuro dei digital natives, ovvero le nuove generazioni nate e cresciute in un ambiente mediale sempre più digitalizzato. Alcuni la chiamano &#8220;Generazione Y&#8220;, altri hanno coniato il neologismo &#8220;Technosexual&#8221; per definire i teenager contemporanei. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/img_2824.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-96" title="img_2824" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/img_2824-197x300.gif" alt="" width="197" height="300" /></a></p>
<p>Negli ultimi tempi molte discipline &#8211; dalla sociologia all&#8217;informatica, dalla psicologia all&#8217;antropologia &#8211; sembrano interrogarsi sulla nascita e soprattutto sul futuro dei <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_native" target="_self"><strong>digital natives</strong></a>, ovvero le nuove generazioni nate e cresciute in un ambiente mediale sempre più digitalizzato. Alcuni la chiamano &#8220;<strong>Generazione Y</strong>&#8220;, altri hanno coniato il neologismo &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Technosexual" target="_self"><strong>Technosexual</strong></a>&#8221; per definire i teenager contemporanei. Il celebre brand <a href="http://www.pvh.com/Brand_CK_Intro.html" target="_self"><strong>Calvin Klein</strong></a> ha nel 2005 addirittura registrato il termine technosexual per utilizzarlo nelle proprie campagne pubblicitarie.</p>
<p><a href="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/1024574594_3c84efb3b8.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-98" title="1024574594_3c84efb3b8" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/1024574594_3c84efb3b8-300x240.jpg" alt="" width="300" height="240" /></a></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/benmcleod/1024574594/" target="_self">Ben McLeod</a></p>
<p>Per una sorta di strani corsi e ricorsi storici, sembra che sia difficile analizzare proficuamente lo &#8220;spirito del tempo&#8221; senza cadere nei vizi di forma del pensiero dicotomico. Ecco allora che la celebre distinzione tra &#8220;<strong>apocalittici</strong>&#8221; e &#8220;<strong>intergrati</strong>&#8221; proposta da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Eco" target="_self"><strong>Umberto Eco</strong></a> nei lontani anni &#8216;60 sembra rispecchiarsi nell&#8217;attualissima divergenza tra i nativi e i cosiddetti &#8220;<strong>immigranti digitali</strong>&#8220;: da una parte ragazzini di 14-15 anni a loro agio tra <strong>Playstation</strong>, <strong>iPod</strong> e <strong>YouTube</strong>, contrapposti dall&#8217;altra a coloro che, per via dell&#8217;età non più verdissima, fanno fatica sia a comprendere che ad utilizzare strumenti e servizi di ultimissima generazione.</p>
<p>Ci sarebbe parecchio da dire su questa dicotomia, che se è validissima come slogan e come &#8220;convenzione&#8221;, tende però spesso ad appiattire le riflessioni a riguardo, con il rischio di isolare una singola variabile (in questo caso l&#8217;età) come fattore discriminante tra i diversi approcci alla tecnologia.</p>
<p>All&#8217;interno di un simile &#8220;scontro&#8221; tra neologismi mi ha molto colpito il titolo del recente libro di <a href="http://gianpierolotito.blog.kataweb.it/info/" target="_self"><strong>Gianpiero Lotito</strong></a>, edito da <a href="http://www.brunomondadori.com/index.php" target="_self"><strong>Bruno Mondadori</strong></a>. Lotito infatti concentra la sua analisi su una diversa figura, quella degli  &#8220;<a href="http://www.brunomondadori.com/scheda_preparazione.php?ID=2824" target="_self"><strong>emigranti  digitali</strong></a>&#8220;:<span id="more-95"></span></p>
<p>&#8220;<em>Frutto di una lunga incubazione che va più o meno dal 3000 a.C. agli anni ottanta, la civiltà digitale è esplosa negli ultimi venticinque anni in una rivoluzione che, lungi dall’esaurirsi, pervade la società contemporanea. L’innovazione tecnologica è sempre più veloce e siamo ormai giunti a un’importante tappa: il passaggio di consegne da parte degli “emigranti digitali”, coloro i quali quelle tecnologie le hanno create o, con una certa fatica, hanno iniziato a usarle, ai “nativi digitali”, le nuove generazioni che crescono e si formano in questa nuova realtà.</em></p>
<p><em>Ci si può spingere a immaginare gli sviluppi della civiltà digitale nell’immediato futuro, avendo sempre presente che il modo in cui gli uomini decideranno di utilizzare le innovazioni non può essere affatto previsto. Gianpiero Lotito racconta l’evoluzione di questa civiltà attraverso una miriade di storie di tecnologie, di persone, users e innovatori, di aziende e comunità, per comprendere e interpretare il mondo attuale e quello futuro. Una storia curiosa per noi emigranti, una specie di album di famiglia per i nativi</em>&#8220;.</p>
<p><a href="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/2403890264_7a00b51ae0.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-97" title="2403890264_7a00b51ae0" src="http://www.nexres.org/wp-content/uploads/2008/07/2403890264_7a00b51ae0-300x252.jpg" alt="" width="300" height="252" /></a></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/dalechumbley/2403890264/" target="_self">dalechumbley</a></p>
<p>Ho avuto la possibilità di conoscere Gianpiero nel corso di un focus group organizzato in <a href="http://www.unimib.it/" target="_self"><strong>Bicocca</strong></a> dall&#8217;<a href="http://numediabios.eu" target="_self"><strong>Osservatorio Nuovi Media</strong></a> con il quale collaboro. Durante quell&#8217;occasione, stimolato anche dalle domande di <a href="http://paolomferri.blogspot.com/" target="_self"><strong>Paolo Ferri</strong></a>, Gianpiero è stato estremamente lucido e puntuale nel raccontare le motivazioni che lo hanno spinto a scegliere questa particolare dicitura:  il termine &#8220;emigrante&#8221;, infatti, sembrerebbe più efficace di &#8220;immigrante&#8221; nell&#8217;indicare il passaggio, lo sforzo chiesto alle precedenti generazioni nel rendere spontaneo e familiare il loro rapporto con i new media.</p>
<p>Non ho  avuto ancora modo di iniziare la lettura del libro, spero di farlo  il prima possibile per avere uno strumento in più di riflessione in questa annosa disputa tra &#8220;nativi&#8221;, &#8220;immigranti&#8221; ed &#8220;emigranti&#8221; digitali.</p>
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