Distribuzione a legge di potenza
by Stefano Mizzella

Strettamente legata al concetto di life sharing su cui sto lavorando vi è anche una riflessione più ampia sul livello di “prosumerism” di un determinato sistema sociale. Non può esistere in un social network, piccolo o grande che sia, un livello omogeneo di attività da parte dei membri, indipendentemente dalle diverse azioni svolte. Fin qui nulla di nuovo, i sistemi complessi sono stati spesso rappresentati e analizzati attraverso la “legge 80/20″, più nota come “principio di Pareto”: in genere l’80% dei risultati dipende dal 20% delle cause.
Come applicare questo principio allo studio di un social network? Apparentemente l’approccio più semplice e logico potrebbe risultare quello di individuare una media tra gli estremi attivo/passivo. Clay Shirky, che riporto qui di seguito nella traduzione di Federico Fasce, propone un’alternativa al calcolo della media, definita come “distribuzione a legge di potenza”:
“Il più attivo partecipante di Wikipedia, colui che mette più etichette alle foto su Flickr e i più convinti membri di una mailing list tendono a essere più attivi del partecipante medio, così attivi, in effetti, che la misura della partecipazione media diventa priva di significato. C’è una notevole differenza tra i pochi partecipanti attivi e l’enorme gruppo di partecipanti poco attivi e, sebbene la media sia molto facile da calcolare, ci dice ben poco su ogni singolo partecipante.
Qualsiasi sistema descritto da una legge di potenza, nel quale media, mediana e moda sono così differenti, ha diversi effetti curiosi. Il primo è che, per definizione, la maggior parte dei partecipanti è sotto la media. Questo fatto può suonare strano, dato che siamo abituati a un mondo nel quale medio significa che sta a metà, vale a dire in cui media e mediana corrispondono. Il fenomeno del “sotto la media” è ben descritto nell’aneddoto che racconta di Bill Gates, il quale entra in un bar e improvvisamente tutti gli avventori diventano, in media, milionari. Di conseguenza tutti, nel bar, avranno anche un reddito sotto la media.
Quando i sistemi sociali crescono, anziché diminuire, lo squilibrio tra pochi e molti aumenta. Più aumentano i blog, o le pagine di MySpace, o i video su YouTube, più il divario tra ciò che ottiene più attenzione e ciò che ottiene un’attenzione media crescerà, così come crescerà il divario tra la media e il valore mediano.
Non è possibile capire il funzionamento di Wikipedia (o di qualsiasi altro grande sistema sociale) limitandosi a osservare un utente supponendo che sia rappresentativo del gruppo. Gli utenti più attivi, in minoranza, sono responsabili della maggior parte delle modifiche, ma anche questo piccolo gruppo non può essere preso come campione del successo di Wikipedia, perché molti di questi utenti semplicemente correggono refusi o apportano piccoli cambiamenti, mentre altri utenti, che fanno solo una modifica, spesso aggiungono brani di informazione molto più estesi e rilevanti.
La distribuzione a legge di potenza tende a descrivere sistemi di elementi che interagiscono, più che semplici collezioni di elementi variabili. L’altezza non è un sistema, poiché la mia altezza è indipendente da quella degli altri. Il mio uso di Wikipedia, però, non è indipendente da quello degli altri utenti, dal momento che se faccio un cambiamento questo sarà visibile a tutti, e viceversa. Questa è una delle ragioni per cui è complicato pensare a sistemi con distribuzioni a legge di potenza. Siamo abituati a sapere estrarre medie significative da piccoli campioni, e a ragionare su un sistema intero basandoci su queste medie.
Nel caso di un sistema come Wikipedia, nel quale non esiste un utente rappresentativo, gli schemi mentali comuni sono inutili e dannosi. Per comprendere come funziona la creazione di una voce di Wikipedia non ci si può basare sull’operato di un utente rappresentativo ma è necessario cambiare punto di vista, concentrarsi non sugli utenti individuali ma sul comportamento del gruppo nel suo insieme”.
- Clay Shirky, Uno per tutti, tutti per tutti
[image: The Usual Suspects]

Comments
[...] Questo strano andamento non è, come noto, una grande novità: se consideriamo le vendite di Amazon, i contributi su Wikipedia, i tag su Flickr o la distribuzione delle parole-chiave digitate su Google in un giorno qualsiasi troveremo in tutti questi casi lo stesso andamento, ovvero diverse istanze della cosiddetta “coda lunga“, la quale non è altro che una variante (una variante, non un’applicazione) del principio di pareto il quale a sua volta rappresenta un tipo di distribuzione secondo la legge di potenza. [...]