Social Media Trendz (beta)
by Stefano Mizzella

In che modo le tecnologie digitali si integreranno in maniera sempre più pervasiva con la vita quotidiana? Nell’era dei social network come prefigurare il futuro dell’identità digitale e delle relazioni online? Quali saranno i nuovi strumenti e le nuove killer app capaci di rivoluzionare la vita e il business online? Cosa aspettarsi, poi, dalle sempre più numerose integrazioni tra web e mobile?
Simili domande perseguitano quotidianamente analisti, ricercatori e guru della comunicazione digitale. Il futuro del web e più in generale della comunicazione online è cosa assai difficile da prevedere, a causa soprattutto dei repentini cataclismi che ne riconfigurano incessantemente forma e sostanza. Tuttavia, molti di coloro che passano gran parte delle proprie giornate sul web – per studio, lavoro, divertimento o per tutto questo messo insieme – amano azzardare previsioni sul nuovo servizio o applicazione che a breve rivoluzionerà il modo di vivere la rete.
Se risulta difficile prevedere il futuro a breve termine del web su scala mondiale, figuriamoci quanto arduo nonché ardito possa sembrare il tentativo di fare ipotesi sensate su ciò che accadrà nel nostro paese, così restio nel valorizzare l’innovazione tecnologica e soprattutto le persone che lavorano ad essa.
Nicola Mattina è stato artefice di questo azzardo quando, tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, ha lanciato due thread di discussione nel gruppo del Club dei media sociali di Linkedin e su Friendfeed relativi proprio alla volontà di sondare i trend legati allo sviluppo dei social media nel nostro paese. Niente focus group aziendali, quindi, né interviste a guru o analisti internazionali. Semplicemente, la volontà di raccogliere idee e opinioni provenienti da un commento, da un link o da una slide.
Il risultato di questa ricerca collaborativa si sta concretizzando in una sorta di mini ebook che non ha ancora raggiunto una forma definitiva. Al di là dell’idea iniziale, leggendo la bozza di questo volumetto ho notato con piacere i contributi di grande qualità proposti in larga parte da ragazzi con cui condivido tanto l’età quanto la passione per il web e le nuove tecnologie. Certo tra gli autori non mancano professori affermati, ma il “grosso” è dato da ragazzi che, tra le mille difficoltà del contesto italiano, stanno provando a trasformare la loro passione in una professione che come tale vorrebbe essere riconosciuta, e non parlo certo solo di soldi…
Personalmente, ho proposto a Nicola alcune idee riguardanti possibili sviluppi dell’iniziativa:
- è ipotizzabile l’utilizzo della stessa procedura di ricerca collaborativa anche per tematiche più ristrette come, per esempio, il futuro del micro-blogging, l’evoluzione del self-casting, piuttosto che il rapporto tra nativi e immigranti digitali;
- sarebbe utile pensare a dei parametri per omogeneizzare i vari interventi, evitando quindi sproporzioni troppo marcate tra commenti lunghissimi e commenti brevissimi. Questo potrebbe risolversi indicando ai contributors un numero minimo e un numero massimo di caratteri;
- un’iniziativa del genere potrebbe anche essere trasformata in una sezione a scadenza mensile di una testata specializzata (una rubrica su Wired?)
Le possibilità certo non mancano…
[image: Kyan blog]
