Studiare i siti di social network in Italia
by Stefano Mizzella
Qualche settimana fa Fabio Giglietto mi ha parlato di un nuovo progetto di ricerca a cui avrebbe lavorato il LaRiCA in vista del bando PRIN 2008. Una ricerca, strutturata in piena logica wiki, finalizzata allo studio dei social network in Italia.
Credo di aver atteso meno di un secondo prima di dichiarare a Fabio il mio interesse nel partecipare a un’iniziativa di quel tipo, e ora mi ritrovo a dare un contributo alla realizzazione del progetto.
Lo studio dei social network e, più in generale, dell’evoluzione del web 2.0 e dei social media ha occupato quasi a tempo pieno i miei interessi da 3 anni a questa parte. Un progetto del genere non può dunque che aiutarmi ad arricchire conoscenze e riflessioni su tali argomenti, anche in vista dell’ormai prossima tesi di dottorato.
In particolare, mi ha colpito l’approccio particolarmente aperto e collaborativo della ricerca, ben testimoniato dal blog di riferimento: come si legge nella presentazione del progetto, “l’iniziativa intende raccogliere tutti i docenti, i ricercatori (universitari e non), i dottorandi e le aziende interessate a comprendere l’impatto dei siti di social network sulla società italiana con l’obiettivo di promuovere una collaborazione su larga scala fondata sull’uso efficente dei media digitali”.
Per rendere ciò davvero possibile, ogni singolo elemento della ricerca è stato reso pubblico prima della presentazione uffciale, in modo tale che tutti i partecipanti possano sin da subito offrire il proprio contributo nel proporre nuove idee o modificare e migliorare i contenuti già esistenti. Questo vale tanto per il titolo quanto per l’oggetto d’analisi piuttosto che per la bibliografia di riferimento.
Al di là dell’approccio, è il tema generale della ricerca a risultare a mio parere quanto mai interessante, nonché problematico: studiare i siti di social network in Italia. Ciò significa provare ad analizzare da vicino un fenomeno quanto mai complesso e diversificato, sfruttando il supporto di strumenti d’analisi quantitativi e qualitativi. Al momento, fatta eccezione per qualche sporadico tentativo, non esiste ancora uno studio sistematico capace di fotografare il fenomeno su scala nazionale. La lacuna è ancor più grande sul versante dell’analisi qualitativa, troppo spesso messa ai margini dal tipo di ricerca che si è soliti fare in Italia – in ambito sia accademico che privato – su simili tematiche.


Comments
Complimenti davvero! hanno trovato sicuramente un skillato collega.
Grazie Gabriele, troppo gentile come al solito
L’importante ora è che il progetto venga approvato
Uh, notevole iniziativa, good!