Open Mind, Open Enterprise

by Stefano Mizzella

JeromesPOV

“In qualsiasi azienda, le persone o i gruppi che sono messi in competizione e sono premiati se fanno meglio degli altri tenderanno a tenere per sé le informazioni. Soprattutto nel caso delle aziende che producono tecnologia, il tenere per sé i dati impedisce di fare un buon lavoro.

Le aziende che ricorsero alla condivisione e alla collaborazione avevano in comune con il mondo Linux quell’intimo e fluido nesso tra soluzione dei problemi e individuazione dei problemi che è il segno esperienziale della maestria tecnica. In un contesto competitivo, invece, per misurare le prestazioni e distribuire le ricompense si ricorre alla “chiusura” e a una definizine netta dei criteri di successo.

La storia della nascita della telefonia mobile risulterà del tutto comprensibile a qualunque musicista: l’esecuzione della musica da camera o della musica orchestrale può migliorare soltanto in quel modo, specialmente durante le prove. Il pubblico magari immagina che lavorare con un direttore d’orchestra o con un solista di grido sia di per sé un’esperienza trascinante per gli orchestrali, che il livello di qualità stabilito dal solista elevi quello di tutti gli altri; ma questo dipende da come si comporterà il virtuoso.

In realtà, un solista  che si estrae dalla collegialità dell’orchestra può ridurre la voglia degli orchestrali di suonare bene. Gli ingegneri informatici, come i musicisti, sono animali fortemente competitivi; per entrambi i problemi cominciano quando viene meno la collaborazione, che può compensare gli squilibri, perché allora il lavoro si degrada. La narrazione trionfalistica ha finito per non tenere conto di questo necessario equilibrio”.

- Richard Sennett, L’uomo artigiano