Mutazioni Digitali #2 - La coda lunga

Sabato scorso ho partecipato al secondo incontro di Mutazioni Digitali dedicato questa volta alla nota teoria formulata da Chris Anderson.

Se alla fine del primo incontro avevo apprezzato l’idea ma criticato il format - a mio parere troppo “televisivo” e ingessato - stavolta devo fare i complimenti a Marco e ad Antonio per le modifiche apportate. Merito di una scenografia “ribaltata”, grazie alla quale entrava in scena come sfondo il “backstage” della Fnac: persone intente  a prendersi un caffè o a scegliere un buon libro, quasi non curanti di ciò che avveniva nello “spazio eventi”. Bellissima la faccia di alcuni bambini che incuriositi si fermavano a guardare ma poco dopo continuavano il loro shopping con l’espressione di chi pensa: “ma questi che stanno a dì?!?”

Merito di una conduzione molto più disinvolta e meno rigida da parte di Marco e Antonio, i quali, appunto, hanno lasciato da parte abiti e modi da conduttori provetti per calarsi in pieno nella discussione, privilegiando la sostanza alla forma e concedendo, inoltre, molto più spazio agli interventi del pubblico. Merito, ultimo ma non ultimo, del panel chiamato a interrogarsi sull’applicabilità della teoria della coda lunga nel mercato digitale e analogico. Panel composto da Alessio Jacona (a mio parere il più brillante), Andrea Genovese, Luca Alagna, insieme a due editori prestigiosi come Garamond (Agostino Quadrino) e Minimum Fax (Daniele Di Gennnaro).

Partecipanti asincroni della discussione sono stati lo stesso Chris Anderson, ripreso in un’intervista condotta proprio da Alessio Jacona per Intruders Tv e Michele Ficara Manganelli, anch’egli per mezzo di un video preregistrato. La pluralità di competenze e punti di vista ha contribuito a rendere interessante una discussione incentrata su uno dei temi più discussi nella rete. E’ per questo che sono arrivato all’appuntamento di sabato con il timore di assistere alla solita apologia della coda lunga o, ancora peggio, alle riflesisoni di persone che - è molto facile smascherarle - si improvvisano esperti della teoria di Anderson senza più o meno averla mai letta.

Fortunatamente non è stato questo il caso, anzi. Fortunatamente erano presenti persone che per il proprio business sono “costrette” a misurarsi quotidianamente con i pro e i contro di tale teoria. Personalmente, ho provato a rivolgere ai relatori una domanda volutamente provocatoria nel tentativo di leggere criticamente la retorica che accompagna la coda lunga. Ritengo infatti che la teoria della coda lunga sia una delle teorie più sopravvalutate degli ultimi anni, divenuta ormai più uno slogan da consulenti che una reale e sostenibile strategia economica da applicare su ampia scala.  Non parlo della primissima formulazione di Anderson, risalente al celebre articolo su Wired, ma alle successive interpretazioni dell’autore, che si è spinto in modo non troppo convincente ad applicare il modello economico non solo ai mercati digitali ma anche ai più svariati mercati “analogici”. Insomma, non pensiamo certo di poter leggere l’intera economia mondiale attraverso il modello della long tail…

In particolare, un altro punto dolente da sottolineare  riguarda la forte disparità tra “vendita” e “produzione”. La coda lunga sembra infatti funzionare benissimo per i “magazzini” online, come è dimostrato dal fatto che piattaforme come Amazon (il caso più citato in questo contesto) riescano a ottenere  costante profitto non solo con le “hit” ma anche con i “fondi di scafffale”. Ma cosa accade a coloro che producono contenuti? Certo piccoli editori e creativi freelance possono ottenere grazie alla coda lunga un’inaspettata visibilità, ma resta da capire quanto sia effettivamente sostenibile la “free economy” proprosta dallo stesso Anderson. Ripenso a tal proprosito alla provocazione rilanciata da Luca Alagna a seguito della mia domanda: “ma di coda lunga si può vivere?”

Le risposte dei relatori, presenti nel video embeddato, sono state  estremamente interessanti e puntuali, a dimostrazione ancora  una volta della buona riuscita dell’incontro. Una ragione in più per augurarsi che il ciclo di Mutazioni Digitali non si arresti proprio ora. Arrivederci al prossimo incontro!

Stefano Mizzella on Novembre 18th 2008 in Eventi

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