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	<title>Commenti a: Snack Culture? La dieta digitale degli studenti universitari</title>
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		<title>Di: Stefano Mizzella</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/13/snack-culture-dieta-digitale-studenti-universitari/comment-page-1/#comment-1263</link>
		<dc:creator>Stefano Mizzella</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 12:23:30 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Federico.
&quot;Società della solitudine&quot; è davvero un elemento di riflessione molto forte. Ho sottolineato questo concetto anche durante il convegno, dal momento che sono stato io a presentare le ultime slide della ricerca.

Ti racconto questo aneddoto perché non eri presente al convegno: quando ho mostrato quella frase, spiegando che per molti studenti l&#039;&quot;ipertrofia&quot; (pensa a facebook) di amicizie online (sempre che abbia ancora senso definirle  amicizie) altro non è che un rimedio o un antidoto alla solitudine reale, dalla platea è partito il primo e unico applauso spontaneo della presentazione. Ad applaudire erano quasi tutti studenti, ovvero il target esatto della nostra ricerca.

Quindi, a mio parere, dobbiamo prendere atto  di un utilizzo più consapevole e anche critico di queste piattaforme, in cui le persone entrano mettendosi in gioco in prima persona (nome e cognome, foto personale, ecc.) e gestendo in modo oculato la &quot;pubblicizzazione&quot; del loro privato. 

Di certo questo non accadeva nei forum e nelle chat generaliste, in cui il nickname e un avatar &quot;proteggevano&quot; la persona da questa sorta di corto circuito tra pubblico e privato.

Assolutamente d&#039;accordo con la tua riflessione sulla &quot;memoria tralasciata&quot;. E&#039; anche vero, però, che questa nuova generazione di  piattaforme e social network terrà traccia della nostra presenza più di qualsiasi altro dispositivo tecnologico mai creato, contribuendo a ridefinire quantità e qualità della memoria condivisa. Ancora una ragione in più per giustificare la sensazione di &quot;reset&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Federico.<br />
&#8220;Società della solitudine&#8221; è davvero un elemento di riflessione molto forte. Ho sottolineato questo concetto anche durante il convegno, dal momento che sono stato io a presentare le ultime slide della ricerca.</p>
<p>Ti racconto questo aneddoto perché non eri presente al convegno: quando ho mostrato quella frase, spiegando che per molti studenti l&#8217;&#8221;ipertrofia&#8221; (pensa a facebook) di amicizie online (sempre che abbia ancora senso definirle  amicizie) altro non è che un rimedio o un antidoto alla solitudine reale, dalla platea è partito il primo e unico applauso spontaneo della presentazione. Ad applaudire erano quasi tutti studenti, ovvero il target esatto della nostra ricerca.</p>
<p>Quindi, a mio parere, dobbiamo prendere atto  di un utilizzo più consapevole e anche critico di queste piattaforme, in cui le persone entrano mettendosi in gioco in prima persona (nome e cognome, foto personale, ecc.) e gestendo in modo oculato la &#8220;pubblicizzazione&#8221; del loro privato. </p>
<p>Di certo questo non accadeva nei forum e nelle chat generaliste, in cui il nickname e un avatar &#8220;proteggevano&#8221; la persona da questa sorta di corto circuito tra pubblico e privato.</p>
<p>Assolutamente d&#8217;accordo con la tua riflessione sulla &#8220;memoria tralasciata&#8221;. E&#8217; anche vero, però, che questa nuova generazione di  piattaforme e social network terrà traccia della nostra presenza più di qualsiasi altro dispositivo tecnologico mai creato, contribuendo a ridefinire quantità e qualità della memoria condivisa. Ancora una ragione in più per giustificare la sensazione di &#8220;reset&#8221;&#8230;</p>
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		<title>Di: Federico Bo</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/13/snack-culture-dieta-digitale-studenti-universitari/comment-page-1/#comment-1260</link>
		<dc:creator>Federico Bo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:49:30 +0000</pubDate>
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		<description>Davvero un&#039;ottima ricerca. 
Società della solitudine mi ha colpito.
Anche il titolo. Giustificato dai dati. 
La comunicazione interpersonale c&#039;è. La comunicazione con il presente anche (vedi citazione della ricerca Born Digital).
La comunicazione transtemporale con le idee, i racconti, le storie di chi ci ha preceduto sembra di no. C&#039;è l&#039;impressione di un reset. 
Il presente, forse il futuro. Il passato, la memoria tralasciata?.

&quot;Notando che i nativi digitali non leggono giornali e riviste, ma assorbono le notizie per l’intera giornata navigando tra vari siti web, molte persone meno giovani ritengono che la loro comprensione dei fatti sia superficiale e limitata ai titoloni. Impressione sbagliata, perché sottovalutano la profondità della conoscenza che i nativi digitali apprendono dal web e l’interazione costruttiva con l’informazione&quot;(Da Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives - via Apogeonline http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/12/01/200811120101)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Davvero un&#8217;ottima ricerca.<br />
Società della solitudine mi ha colpito.<br />
Anche il titolo. Giustificato dai dati.<br />
La comunicazione interpersonale c&#8217;è. La comunicazione con il presente anche (vedi citazione della ricerca Born Digital).<br />
La comunicazione transtemporale con le idee, i racconti, le storie di chi ci ha preceduto sembra di no. C&#8217;è l&#8217;impressione di un reset.<br />
Il presente, forse il futuro. Il passato, la memoria tralasciata?.</p>
<p>&#8220;Notando che i nativi digitali non leggono giornali e riviste, ma assorbono le notizie per l’intera giornata navigando tra vari siti web, molte persone meno giovani ritengono che la loro comprensione dei fatti sia superficiale e limitata ai titoloni. Impressione sbagliata, perché sottovalutano la profondità della conoscenza che i nativi digitali apprendono dal web e l’interazione costruttiva con l’informazione&#8221;(Da Born Digital: Understanding the First Generation of Digital Natives &#8211; via Apogeonline <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/12/01/200811120101)" rel="nofollow">http://www.apogeonline.com/webzine/2008/11/12/01/200811120101)</a></p>
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		<title>Di: Snack Culture, la dieta digitale degli studenti universitari &#124; Digital Natives</title>
		<link>http://www.nexres.org/2008/11/13/snack-culture-dieta-digitale-studenti-universitari/comment-page-1/#comment-1259</link>
		<dc:creator>Snack Culture, la dieta digitale degli studenti universitari &#124; Digital Natives</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:39:53 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Stefano Mizzella segnala sul suo blog il rilascio pubblico (e in Creative Commons!) della ricerca di Numedia Bios, il [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Stefano Mizzella segnala sul suo blog il rilascio pubblico (e in Creative Commons!) della ricerca di Numedia Bios, il [...]</p>
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