Università 2.0: BOA - Bicocca Open Archive

@bicocca. Foto: rampollo

Negli ultimi giorni sono stato impegnato a ultimare il breve saggio che verrà pubblicato all’interno degli atti di un convegno sulla library 2.0 organizzato lo scorso anno dal CNBA (Coordinamento Nazionale Biblioteche di Architettura). Su invito di Bonaria Biancu e Serena Sangiorgi, ho provato ad articolare la mia riflessione intorno agli scenari attuali e ai modelli di applicazione del concetto di Università 2.0. In particolare, ho cercato di trarre ispirazione dai commenti e dagli spunti di riflessione emersi intorno all’intervista pubblicata recentemente su oneWeb2.0.  Colgo l’occasione per ringraziare sin da ora non solo Bonaria, ma anche Paolo Ferri, Federico Bo e Stefano Besana, perché le loro riflessioni sul rapporto tra formazione e web 2.0 sono state per me fondamentali nella stesura del pezzo.

All’interno della mia trattazione ho segnalato, tra gli esempi di “piattaforme 2.0 per la conoscenza“, anche l’avvio del recentissimo progetto BOA - Bicocca Open Archive. Ne sono venuto a conoscenza proprio attraverso il blog di Bonaria, che di BOA è project manager. Riassumendone brevemente le caratteristiche principali, BOA è il repository dell’università di Milano-Bicocca per l’archiviazione della produzione scientifica di Ateneo, creato nell’ambito del progetto Surplus.

BOA è stato realizzato dalla Biblioteca di Ateneo utilizzando la piattaforma DSpace, il software open source implementato dal Massachusetts Institute of Technology e dalla Hewlett Packard, che permette di catalogare, distribuire e preservare le risorse digitali. Con BOA l’Università si propone di creare una banca dati omnicomprensiva e interoperabile di tutte le pubblicazioni di UNIMIB, dalla quale sia possibile alimentare gli altri moduli di Surplus, ricavare statistiche di consultazione e citazioni bibliografiche ed estrarre informazioni da caricare su altre banche dati (sito docente Cineca, relazioni annuali, repertorio delle competenze etc.). Questo vuol dire che tutti i dati contenuti in BOA potranno essere utilizzati anche per altri scopi, senza che sia necessario inserirli manualmente ogni volta.

Cercherò di seguire da vicino gli sviluppi del progetto. Di certo un simile approccio nei confronti degli Open Archives non può che configurarsi a mio parere in un deciso passo in avanti verso l’evoluzione delle tradizionali dinamiche di condivisione del sapere scientifico. Soprattutto, sono interessato ai vantaggi che una piattaforma come BOA può garantire non solo agli studenti ma anche a docenti, dottorandi e ricercatori. Sarà interessante analizzare nel breve periodo l’impatto di una simile piattaforma e capire quali funzionalità interne avranno più successo di altre.

Stefano Mizzella on Luglio 15th 2008 in Ph.D., University2.0, research, web tool

3 Responses to “Università 2.0: BOA - Bicocca Open Archive”

  1. Libru » Università 2.0: BOA - Bicocca Open Archive responded on 15 Lug 2008 at 00:20 #

    [...] info@alleanzanazionale.it (Prestia): Su invito di Bonaria Biancu e Serena Sangiorgi, ho provato ad articolare la mia riflessione intorno agli scenari attuali e ai modelli di applicazione del concetto di Università 2.0. In particolare, ho cercato di trarre ispirazione dai … [...]

  2. Federico Bo responded on 15 Lug 2008 at 10:49 #

    Felice di esserti stato “d’ispirazione”… :)

  3. bonaria responded on 15 Lug 2008 at 18:35 #

    Caro Stefano, grazie a te per aver l’accettato l’invito con entusiasmo e partecipazione :)

    Dobbiamo impegnarci per rendere le sinergie che emergono dalle reti sociali sempre più proficue. E l’ibridazione dei nostri saperi e delle nostre esperienze è la chiave per metterci in gioco e… creare!

    Grazie davvero per aver voluto fare del sano marketing a BOA: per parte nostra ci lavoriamo e ci crediamo da matti. Dopo un prevedibile iniziale spaesamento, speriamo davvero possa rivelarsi per tutti uno strumento utile ed efficace…

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